Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Domani arriveranno a Cagliari altre centinaia di migranti

Fonte: Vistanet Cagliari
6 ottobre 2016

Domani arriveranno a Cagliari altre centinaia di migranti: la Sardegna ha accettato i dominanti, perché non dovrebbe accettare i profughi pacifici?

 

Domani arriveranno a Cagliari altre centinaia di migranti. Ieri e oggi nel Sulcis ne sono arrivati altri dall’Algeria. Molti di loro si trovano già a Cagliari, a Sadali, all’hotel Janas, a Burranca, vicino a San Basilio, a Villanovaforru e in tanti altri centri di accoglienza. Molti, moltissimi di loro sono minorenni. Da tempo la Prefettura ha fatto presente che le strutture destinate ad accoglierli sono strapiene e che esiste una difficoltà seria  a reperirne di nuove. Nonostante tutto, la destinazione Sardegna è stata scelta dal Dipartimento Immigrazione nell’ambito della missione europea Frontex. Attualmente sono circa seimila i profughi stanziati nell’Isola ma il dato è destinato a crescere enormemente. Sia chiaro: ben vengano. Rappresentano una potenziale ed enorme forza lavoro, a differenza degli Italiani fanno figli, arricchiscono la nostra cultura con la propria. Ben vengano. Il problema: mancherebbero i posti letto, ma soprattutto che cosa potrebbero fare in Sardegna queste persone? La logica di ghettizzazione prevale sistematicamente su quella di integrazione: molti dei migranti vagano per le città, i paesi e i borghi di accoglienza senza sapere che cosa fare. A questo punto una domanda sorge lecita. Perché le istituzioni, lautamente pagate da noi contribuenti, non trovano una soluzione al problema? In Trentino Alto Adige l’hanno già trovata: i profughi sono stati ridivisi in tutti i paesi della regione, pochi di loro in tanti centri, a imparare, conoscere, lavorare, far parte di una realtà. In una parola: integrarsi. Qui hanno delle difficoltà. Eppure la Sardegna ha sempre accettato gli arrivi esterni nella storia. Ha accettato i dominanti, perché non dovrebbe accettare i profughi pacifici?