Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Alunni sempre accompagnati: genitori in rivolta alla media Cima

Fonte: L'Unione Sarda
28 ottobre 2015

 


La dirigente scolastica: decisione del consiglio d'istituto, insegnanti da tutelare

 

La dirigente scolastica non indietreggia, i genitori degli studenti del Cima nemmeno. Dopo le proteste in piazza scattano gli esposti e le prime diffide. A scaldare gli animi è il contestassimo - e restrittivo - regolamento scolastico, in vigore da qualche giorno. O meglio, l'articolo 15: “Non è concesso il rientro a casa degli allievi da soli, in quanto minorenni”. Imperativo categorico: da giovedì scorso dalla scuola media di piazza Giovanni gli studenti escono solo scortati dagli insegnanti e dopo l'appello (letto ad alta voce). Troppo, secondo gran parte dei genitori, che si sono già rivolti a un legale e promettono battaglia.
«Continuano a trattenere i nostri ragazzi contro la nostra volontà», commenta Giorgio Fiori, facendosi portavoce del malcontento diffuso. Poi tira fuori dalla cartellina l'esposto fresco di stampa. Indirizzato a Procura, Tribunale dei minori, Provveditorato, assessorato regionale all'Istruzione e Ministero. «Si pregano le autorità giudiziarie di voler accertare il comportamento e le azioni poste in essere dalla dirigente scolastica, chiedendo fin da subito, qualora si ravvisassero illeciti perseguibili penalmente, la punizione del colpevole», si legge nel documento. In chiusura si rivolgono al provveditore e all'assessore «affinché venga fatto cessare immediatamente lo stato di assedio imposto alle famiglie che, alle 13, se non prima, non possono lasciare il posto di lavoro per andare a prendere all'uscita di scuola i propri figli».
Nel frattempo un altro gruppo di mamme ha preparato una diffida in fase di invio anche al sindaco Massimo Zedda. «Diffidiamo qualsivoglia istituzione, persona giuridica o fisica ad attuare comportamenti lesivi della nostra potestà genitoriale. Vogliamo che vengano ripristinate le ordinarie modalità di uscita degli alunni dalla scuola».
«Posso anche comprendere le proteste, ma sono assolutamente eccessive», replica la dirigente scolastica Rosa Maria Manca. «Non è la preside che decide, stiamo parlando di un regolamento approvato democraticamente e dopo lunghe discussioni dal consiglio d'istituto, composto anche dai genitori. Un documento al quale devo attenermi anche io», chiarisce. «Siamo arrivati a stabilire queste regole in seguito a fatti preoccupanti accaduti all'esterno della scuola, comunicati anche in questura. L'obiettivo è tutelare i ragazzi, non certo sostituirci ai genitori», sottolinea. «Ma in presenza di un vuoto normativo in riferimento all'uscita da scuola dei ragazzi devo anche tutelare le insegnanti».
Sara Marci