Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Migranti, il governo scarica tutto sui Comuni

Fonte: L'Unione Sarda
10 agosto 2015

IL VERTICE.

In Sardegna l'inviato del ministero. I sindaci: ci lasciano soli

La macchina dell'accoglienza? Funziona benissimo. I numeri? Non contano più di tanto, le quote possono anche essere ritoccate al rialzo, ma poco cambia, tutti dobbiamo fare la nostra parte. Le risorse e la leale collaborazione tra istituzioni? Non mancano. I migranti? Un'opportunità di sviluppo per i territori. Il nuovo hub che sostituirà il decrepito e pericoloso Cpa di Elmas? Nessun problema, basta trovare lo spazio adatto e sarà subito finanziato. I Comuni? Saranno i veri protagonisti della solidarietà e ne trarranno perfino ricchezza.
Questa è la versione ufficiale dello Stato sull'emergenza profughi - declinata ieri dall'inviato del Governo al Tavolo regionale sull'immigrazione. Certo, qualche difficoltà c'è, «ma siamo qui per cercare soluzioni condivise». Poi, dall'altra parte, il punto di vista della Regione, ma soprattutto dei sindaci, le richieste d'aiuto di chi deve gestire ogni giorno i flussi degli stranieri sbarcati a casa nostra, la descrizione di una realtà difficilissima. «Ci lasciano soli». Approssimazione, i soldi da Roma sempre in ritardo, i progetti di integrazione che durano un anno e poi la gente passa in carico all'ente locale, i contributi per i minori soli insufficienti, la quantità degli ospiti perennemente sconosciuta, niente controlli su chi vince gli appalti e prende il denaro pubblico, i tempi della burocrazia infiniti, la programmazione inesistente, le forze dell'ordine con gli organici all'osso e mai nessun rinforzo. Si potrebbe continuare a lungo.
Mario Morcone, capo dipartimento per l'immigrazione del ministero dell'Interno, ha partecipato ieri al tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta. C'erano gli assessori regionali alla Sanità e all'Ambiente e il capo di gabinetto del presidente della Giunta, i prefetti e i questori di tutte le province sarde e diversi funzionari e amministratori coinvolti nel programma di accoglienza.
Dal 2013 al 2014 i migranti arrivati in Sardegna sono aumentati del 732%, da 348 a 2878. Quest'anno, a oggi, hanno già superato quota 2707. Previsioni per il prossimo futuro: non pervenute. Certamente il trend è in ascesa.
«Sottoscriveremo presto un Piano operativo per i servizi di assistenza e accoglienza dei cittadini stranieri», spiega Perrotta, «per disciplinare le attività e i compiti di istituzioni e le organizzazioni di volontariato». Sottolinea Morcone: «Stiamo puntando anche sui centri Sprar, i progetti comunali finanziati dal governo, la strada migliore, più giusta e più trasparente, che fa dei sindaci i veri protagonisti».
Peccato però che le cose vanno diversamente: i bandi per l'integrazione sono aumentati ma nell'Isola le domande sono crollate. Sembra che i sindaci non vogliano proprio essere i “protagonisti” dell'accoglienza come chiede il Governo. «Certo, stanno cercando di far ricadere sulle comunità tutta l'incapacità del Governo di smuovere l'Unione europea», sottolinea Pier Sandro Scano, presidente dell'Anci. «Chiediamo alla Regione che si faccia promotrice di una nuova Conferenza Unificata per affrontare con il Governo Renzi l'insieme delle questioni a livello nazionale. Il flusso non può essere senza limiti, senza alcuna programmazione, in questi discorsi c'è opportunismo e ipocrisia, si cerca di scaricare sui Comuni il peso economico e sociale del tentativo di integrazione, un andazzo ampiamente consolidato da parte dello Stato». Prosegue il presidente dei sindaci sardi: «L'apparato dello Stato non può venire a farci la predica e poi abbandonarci, noi non prendiamo ordini dal Viminale ma rispondiamo ai nostri cittadini. Siamo solidali e generosi, ma non siamo in grado di reggere i costi di un fenomeno del tutto incontrollato».
Dalla Regione una posizione analoga: oggi si vive alla giornata ma non si può continuare così. «Il Governo faccia chiarezza sugli arrivi e su quale sarà il sostegno concreto e reale alla Sardegna».
Cristina Cossu