Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Incrementi dal 20 al 30 per cento Case più grandi anche in centro: cosa dice la legge

Fonte: L'Unione Sarda
2 aprile 2015

LE NORME.

Un po' meno di prima. Ma si potrà ancora allargare casa, metter su la cameretta per il figlio in arrivo, aggiungere un bagno. La legge sugli ampliamenti delle abitazioni non c'è ancora, il dibattito in Consiglio regionale rotola lentamente tra ostruzionismo e voti segreti. Però quasi tutti i punti chiave sono già definiti, specie le norme sugli incrementi volumetrici, approvate proprio ieri sera.
La maggioranza non l'ha voluto chiamare piano casa, riecheggiava troppo l'era Cappellacci. Ma pur cambiando nome il provvedimento svela somiglianze col passato, quando si poteva ingrandire l'edificio del 20%, o 30 in caso di migliore efficienza energetica. Ora, più che altro, ci saranno condizioni un po' più restrittive.
I LIMITI Nei centri storici (zone A) si potranno ampliare fino al 20%, e per un massimo di 70 metri cubi, solo gli stabili che contrastano col contesto architettonico circostante, privi di rilevanza storica. Nelle zone urbane B e C dipende dal Comune in cui ci si trova: se è costiero e non ha il piano urbanistico adeguato al Ppr, si può aggiungere solo il 20% e con un massimo di 90 metri cubi. Nei centri non costieri, o col Puc adeguato, si arriva fino al 30% e a 120 metri cubi. In entrambi i casi c'è un 5% in più se si crea risparmio energetico o riciclo delle acque.
Nelle zone D (attività produttive) il tetto agli ampliamenti degli immobili aziendali è del 20%, fino a 400 metri cubi, per quelli commerciali; del 25% in quelli a destinazione industriale e artigianale, senza limiti di cubatura. Non si possono creare nuove abitazioni: ma se esiste già la casa del titolare dell'impresa, o del custode, può essere ritoccata secondo le regole delle zone B e C. Queste ultime si applicano anche nelle zone E, agricole: ma solo oltre i 1000 metri dal mare (300 nelle isole minori).
Nelle zone G (servizi) la disciplina ricalca quella delle zone D commerciali. Infine, il voto segreto di ieri ha introdotto la possibilità di interventi nelle zone F (turistiche), ma senza specificare i limiti volumetrici.
NORME VARIE Nelle zone rurali il cambiamento col vecchio piano casa è netto: dal lotto minimo di un ettaro, necessario per edificare, si ritorna ai tre ettari del Ppr. Solo l'imprenditore agricolo, o chi svolge effettiva attività nei campi, può realizzare nuovi spazi abitativi.
Altro capitolo già regolato: le costruzioni nuove, o ristrutturate dopo più di dieci anni di disuso, dovranno avere un metro quadro di parcheggi privati ogni dieci metri cubi, e comunque almeno uno stallo di sosta (dimensioni minime: cinque metri per due e mezzo) per ogni appartamento.
Una parte della legge casa detta norme generali e procedure. Nei Comuni nascerà lo sportello unico dell'edilizia, che curerà tutte le pratiche urbanistiche di cittadini e imprese. Scompare il concetto di concessione edilizia, sostituito dal “permesso di costruire”, necessario per i nuovi edifici e gli interventi più delicati. Invece per manutenzioni straordinarie, muri di cinta, pertinenze e così via basta la segnalazione certificata di inizio attività (Scia, al posto della Dia, dichiarazione d'inizio attività). Manutenzioni ordinarie e altri interventi semplici non richiedono titoli abilitativi.
NORME DA APPROVARE Tra gli articoli che saranno esaminati nei prossimi giorni, quelli che consentono il riuso, e a certe condizioni l'incremento volumetrico, dei sottotetti, e quelli che disciplinano i soppalchi. Ma il passaggio più atteso è quello sugli ampliamenti degli alberghi: la maggioranza ha deciso di eliminarne la possibilità nei 300 metri dal mare. (g. m.)