Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Fine anno, botto libero

Fonte: L'Unione Sarda
22 dicembre 2014

Zedda: «Invitiamo a non usarli». Argiolas: «Non serve un'ordinanza»

Nessun divieto nonostante gli appelli animalisti 


La miccia scintilla, i ragazzini corrono via e pochi secondi dopo un boato rimbomba per le strette vie del centro storico. A molti non piacciono, gli animali ne sono terrorizzati ma c'è chi non saprebbe rinunciarci: i botti, anche a Cagliari, sono parte del clima festoso di fine anno. E lo saranno anche questa volta.
L'ASSESSORE «Noi non vietiamo con un'ordinanza ciò che la legge consente»: Barbara Argiolas, assessore alle Attività produttive spiega con queste parole la decisione di non seguire l'esempio di altre città sulla linea dura contro razzi, petardi e botti di fine anno. Se, in Sardegna, i sindaci di Sassari e Porto Torres hanno emanato ordinanze tassative, con ammende fino a 500 euro, quello di Cagliari ha deciso di limitarsi all'invito a non esplodere botti. «Gli animali si spaventano - ha dichiarato Massimo Zedda durante la conferenza stampa di presentazione del programma di Capodanno - e certi petardi sono pericolosi per le persone. L'unico rumore deve essere quello della musica».
CANI E GATTI NEL PANICO L'appello, però, è una misura decisamente più blanda dell'ordinanza sollecitata, come ogni anno, dalle associazione animaliste ai sindaci delle maggiori città italiane: «Il fragore dei botti - si legge in un documento diffuso qualche giorno fa dalla Lega antivivisezione - oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l'orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento. Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico» provocato dalle esplosioni. La sezione cagliaritana della Lav, due anni fa, sottolineò che il fenomeno riguarda anche gli uccelli che vivono nelle zone umide di Molentargius e Santa Gilla. «Il problema è molto sottovalutato», conferma Valentina Puddu dell'associazione “Happy bau”: «L'udito degli animali è molto più sviluppato di quello umano, sentono le esplosioni molto più forti di come le sentiamo noi».
SASSARI Ragionamenti accolti dal sindaco di Sassari Nicola Sanna che ha vietato «su tutto il territorio comunale, nei luoghi pubblici e aperti al pubblico... l'accensione e i lanci di fuochi d'artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici» dall'una di stanotte alla mezzanotte del 6 gennaio.
LIBERTÀ DI SCELTA Cagliari, si diceva, ha scelto una linea diversa: «La nostra amministrazione ha fatto una scelta chiara anni fa, rinunciando ai fuochi d'artificio», premette l'assessore Argiolas. E i botti? «Non avrebbe senso emettere un'ordinanza che vietasse l'uso di petardi già vietati dalle leggi in materia. E quanto al materiale di cui è consentita la vendita, riteniamo che non sia il caso di vietarne l'uso: ci limitiamo, come ogni anno, a lanciare un appello al senso civico e a quello di responsabilità dei cittadini e li invitiamo a rispettare il prossimo, animali inclusi, rispettando però a nostra volta la libertà di scelta di tutti».
TV E RADIO ACCESE «Un divieto sarebbe stato utile», sospira Valentina Puddu: «Sia per il risparmio di soldi inutili, sia per i pericoli che l'uso dei petardi, soprattutto da parte dei ragazzini, comporta. Sia per gli animali. Ai padroni di cani e gatti consigliamo di tenerli chiusi in casa, magari con tv e radio accese in modo da attutire l'impatto sonoro dei botti. E se si nascondono sotto il letto o sotto le coperte, lasciateli lì senza disturbarli».
Marco Noce