Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Chi ha parlato di crociere? Era una piazza sul mare»

Fonte: L'Unione Sarda
9 dicembre 2014


IL TERMINAL SENZA NAVI. L'ex Autorità portuale Nino Granara che volle l'opera

 

Mai si è pensato di far approdare le mega navi da crociera con 5 mila passeggeri al molo Ichnusa. Tutta Cagliari aveva capito male, ingannata magari dagli annunci di dieci anni fa. «Non so come si è arrivati a parlare» dei fondali bassi che rendono impossibile il loro attracco. Il “terminal crociere”, oggi inutilizzato, non «doveva essere» il punto di appoggio per chi scendeva dai transatlantici: «Forse il nome ha ingannato qualcuno». Era uno spazio «destinato ai cagliaritani. Una grande piazza sul mare». Del resto nove anni fa, quando era stato predisposto il bando per realizzare il complesso, «arrivavano 60 o 70 navi. Non ripagavano i costi». E fin dall'inizio era previsto si fermassero al molo Rinascita, «il più importante».
Dal luglio 2003 al maggio 2007 Nino Granara è stato presidente dell'autorità portuale. Ha preparato l'appalto per affidare i lavori di realizzazione del Terminal, ha allungato pontili, abbattuto recinzioni, trasferito gru, chiatte e pescherecci abbandonati. Del porto sa tutto. E quando, undici anni fa, cominciò a lavorare sul progetto, «si cercò di distinguere tra traffico mercantile, industriale e diportistico».
E si decise di far arrivare le navi da crociera in un molo senza sufficiente fondale.
«No. Sin dall'inizio il loro attracco era previsto al molo Rinascita. Le navi giganti hanno necessità di qualcosa che nei 1.500 metri quadrati del Terminal non c'è».
E allora i 5 milioni del bando per cosa sono stati spesi?
«Il molo Ichnusa doveva diventare una piazza che desse ai cagliaritani una visione di 360 gradi del mare e della città. Nel bando erano previsti bar, ristorante, negozi. Come in tutti i porti del mondo. Doveva essere una struttura di incontro».
Se è così, perché si parla di navi da crociera?
«Non so come si è arrivati a parlarne. Nel 2005 arrivavano 60 o 70 navi all'anno: non ripagavano i costi, impossibile pensare a un vero Terminal lì. Nel resto dell'anno cosa avrebbe fatto? Serviva un intervento di sviluppo».
Però è rimasto chiuso.
«La gara era stata sospesa in auto tutela. Chi è venuto dopo di me forse aveva idee diverse».
Piergiorgio Massidda sostiene che, ci fosse ancora lui, sarebbe già pieno di maxi yacht. Era un molo pensato per i grandi ricchi?
«Perché no? È una scelta che rispetto. Possono approdare anche piccole navi da 200 passeggeri. Ma il sogno era dare il pontile alla città con un edificio polivalente vivibile e gestito dai cagliaritani. Avevamo buttato già la recinzione, ora ce n'è un'altra: deve essere uno spazio libero, esaltare la bellezza del fronte mare. Si può ancora fare. Lo farei domani».
Andrea Manunza