Rassegna Stampa

web Castedduonline.it

Cagliari, Ippodromo nel caos: si dimette il presidente della società

Fonte: web Castedduonline.it
2 ottobre 2014

 


Dopo il licenziamento di alcuni dipendenti ora si dimette anche il presidente Ena per “sopraggiunto incarico superiore”


Autore: Federica Lai il 01/10/2014 19:18

 

 

 

Società ippica allo sbando. Nei giorni scorsi sono arrivate le prime lettere di licenziamento: tre artieri, per ora, i destinatari del provvedimento, oltre all’istruttore. Oggi le dimissioni del presidente Giuseppe Ena, per sopraggiunto incarico superiore: Ena passa a controllo analogo di tutte le società partecipate, quindi per incompatibilità non può più ricoprire il ruolo di presidente dell’Ippodromo. A questo si aggiungono i conti in rosso della società sportiva, della quale il Comune di Cagliari è l’azionista di maggioranza, e la chiusura del ristorante aperto da circa vent’anni nell’area. “Mancano certezze sul futuro dell’Ippodromo – denuncia il consigliere Paolo Casu – e qualsiasi atto di programmazione da parte del Comune”. E per venerdì prossimo annuncia una manifestazione fuori dalla struttura sportiva per “dire no alla dismissione di quell'area”. 

All’orizzonte, a detta dello stesso sindaco Massimo Zedda, ci sarebbero delle proposte di alcuni privati per la gestione dell’impianto. “L’unica soluzione – ha sottolineato il sindaco  ieri in Aula rispondendo a un’interrogazione di Casu – per il rilancio della struttura sportiva: ci sono già delle proposte che stiamo valutando”. “Non c’è un minuto da perdere – attacca Casu - e per questo chiedo di attivare un tavolo tecnico con Agris e camera di Commercio per sondare la disponibilità di queste due figure istituzionali a finanziare lo stesso impianto sportivo. L'ippodromo deve ripartire da una seria impostazione a reddito della stessa struttura, facendola diventare una città culturale dello sport, dove equitazione, natura, ambiente e sport (Beach Volley, Beach Tennis, Turismo equestre, Basket, calcetto, calcio e servizi turistici) si coniugano in un contesto invidiato da molte nazioni europee”.