Rassegna Stampa

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Sardegna_chi ama, il concertone che non scalda nell'Arena gelata

Fonte: web Castedduonline.it
3 giugno 2014

 


Ottima la qualità degli artisti, sbagliato farli cantare così poco. Al concertone è mancato l'acuto


Autore: Jacopo Norfo il 01/06/2014 02:30

 

 

 

Il vero spot per la Sardegna è stata lei, Geppy Cucciari: è riuscita a scaldare il gelo dell’Arena Sant’Elia, che si è dimostrata ancora una volta il posto più inadatto a Cagliari dove fare musica. Sardegna_chi ama è stato un concertone che resterà, per la qualità degli artisti che hanno partecipato.  Una strepitosa Paola Turci, che ha interpretato prima “Le storie degli altri” e poi De Andrè insieme a Elena Ledda. Un acclamatissimo Francesco Renga, un “Marco Carta da Pirri” (come lo ha presentato Geppy) che non è certamente l’idolo di Cagliari, un’Alice che ci ha messo un po’ a trovare la tastiera prima di interpretare una struggente “Prospettiva Nevskjj”. Un Ron da album dei ricordi, che ha rispolverato “Non abbiam bisogno di parole” dal repertorio di 20 anni fa, battuto però dagli Stadio che con un Gaetano Curreri quasi senza voce hanno interpretato la vecchissima “Chiedi chi erano i Beatles”. Tra microfoni che non si accendevano e amplificatori in tilt, e un freddo terribile sulle poltroncine,con molti posti vuoti forse per il prezzo troppo alto dei biglietti, l’obiettivo è stato comunque raggiunto: tre donazioni al minuto per le popolazioni alluvionate della Sardegna.  Una Ornella Vanoni immortale che ha cantato “Ogni volta” di Vasco Rossi, e chi aspettava Gianna Nannini in diretta Rai è rimasto deluso. Bravissima l’orchestra del teatro Lirico con un Martino Piroddi in gran spolvero, in un clima disteso che ha trasformato l’evento in una festa. Con la poesia in musica di Giommaria Testa. Con qualche perplessità quando sul palco sono saliti i “Perturbazione”: c’era già il gelo, si è temuto il temporale ma loro sono stati davvero bravissimi.  Un Eugenio Finardi old style, 20 anni dopo esatti il suo concerto al campo sportivo di Gairo quando rientrò dagli Usa. Un Omar Pedrini decisamente più brizzolato rispetto a quel concerto live alla festa di Ollolai nel 1995, quando suonava con i Timoria al fianco proprio di Francesco Renga. Dal punto di vista mediatico, la data è stata sbagliata: in contemporanea c’erano 60mila persone all’Olimpico con Ligabue, Biagio Antonacci a Milano e persino i Nomadi live nel sabato sera a Fonni. Il popolo della musica ha dovuto dividersi, e la Rai alle 23,30 ha interrotto la diretta come se un concerto fosse la saracinesca di un negozio. Un buon concertone al quale però è mancato l’acuto, nonostante i tentativi di ravvivarlo di Neri Marcorè. Forse sarebbe stato meglio invitare meno artisti e farli cantare almeno tre canzoni a testa. Una buona vetrina per Cagliari,ma non può bastare Raphael Gualazzi per scaldare il pubblico congelato. Insomma, un bel concerto che però ha diviso gli spettatori. Nonostante tutto, un grande Paolo Fresu.