Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Markus Werba: «Mi confesso, Papageno son io»

Fonte: L'Unione Sarda
3 giugno 2014


Lirico Il mattatore del “Flauto magico” a Cagliari 

 


P apageno è Markus Werba. E non solo perché entrambi amano il buon cibo, le donne, la vita. È lui nell'accento da terrone della Carinzia (perfetto per il nostro uccellatore) e nelle pieghe della personalità. Quaranta splendidi anni, il baritono austriaco innamorato della Sardegna e delle sue spiagge, ha studiato a fondo il personaggio che Emanuel Schikaneder ha scritto per Mozart e portato sulle scene sino al 1810, e non lo ha più mollato. «Questa produzione del Massimo di Palermo, ripresa dal Regio di Torino e ora dal Lirico di Cagliari, mi ha aperto nel 2001 le porte dei teatri italiani. È stato un successo strepitoso».
Confermato in questi giorni dal pubblico cagliaritano, che è rimasto colpito dalla verve con la quale Werba - ormai di casa nel teatro - ha condito la sua interpretazione: scherzando con uno spettatore, chiedendo un bacio a una spettatrice, inneggiando al Cannonau o piangendo sulla spalla del direttore d'orchestra. Un mattatore, al quale il regista Roberto Andò ha dato campo libero. Il cantante-attore ha aggiunto molta tradizione viennese. «Papageno è più complesso di quanto appaia. E anche per lui, non solo per Tamino, questa avventura rappresenta un viaggio verso la conoscenza». Poi, cambiando registro: «In fondo, tutto quello che Papageno desidera, voi lo avete. In questo Paese c'è una straordinaria qualità di vita, lo avevano ben capito Schiller e Goethe». E lo ha capito lui, che in Italia, al Piccolo di Strehler, ha debuttato col memorabile “Così fan tutte” di Luca Ronconi.
«Avevo appena 23 anni, ero un bambino». E ne aveva 22 quando debuttò nel “Flauto magico” a Vienna, nel Parco di Schönbrunn. «Fu molto divertente». Poi l'ha fatto decine di volte. E finalmente l'anno scorso alla Wiener Staatsoper. «Una nuova produzione, in quel luogo, per noi è una cosa molto importante: Heilige Kuh, una mucca sacra. Si dice in italiano?». Non si dice, ma si capisce. «Christoph Eschenbach dirigeva, e durante le prove abbiamo fatto insieme alcuni concerti di Schumann e Schubert, lui è anche uno straordinario pianista».
Come Eric Werba, suo nonno. Eppure, quando decise di studiare musica, al Conservatorio di Vienna, Markus ignorava in gran parte l'eredità culturale della famiglia paterna. «Nostro padre non ha mai detto ai figli che Mahler e Richard Strauss erano amici intimi dei nonni e dei bisnonni. Non mi ha imposto di studiare musica. Sono stato io a deciderlo. Ed eccomi qui». A vestire i panni dell'uccellatore e a preparare contemporaneamente un'altra parte. «Fare “Il Flauto” mi rilassa, mi predispone a studiare altro». Tra pochi giorni debutterà al Covent Garden nella “Bohème”, con la direzione di Cornelius Meister e la regia di John Copley. Sarà Marcello.
L'anno scorso ha affrontato a Salisburgo “I maestri cantori di Norimberga” di Wagner, con Daniele Gatti e Stephan Herheim, «un'esperienza incredibile«. E presto, prima a Tokyo dopo a Dresda, arriverà Verdi, col Marchese di Posa del “Don Carlo”. «Studiarlo è una goduria. Lo sognavo da quando avevo 18 anni. Ora aspetto un “Eugene Onegin”, e il Wolfram del “Tannhauser”. Il mio repertorio si sta ampliando. Ecco, a 40 anni posso dire che quello che ho fatto finora è stato un riscaldamento».
Maria Paola Masala

 


MiniMax

Tra Barocco e Romanticismo:
giovedì Elisa D'Auria al piano


D opodomani alle 20,30 al MiniMax, il Ridotto del Teatro Massimo, gli Amici della Musica di Cagliari presentano “Tra Barocco e Romanticismo”, il recital della pianista salernitana Elisa D'Auria. In programma un percorso tra le Sonate di Scarlatti e Beethoven, fino all'Isoldens Liebestod di Wagner (nella trascrizione di Liszt). Spazio anche alle suggestioni marinedella Légende n. 2 - “St. François de Paule marchant sur les flots” di Franz Liszt e alla celeberrima Polonaise-Fantasie Op. 61 di Fryderyk Chopin.
La performance dell'artista, allieva di Maria Tipo e Pietro De Maria alla Scuola di Fiesole e perfezionatasi con Maria João Pires e Aldo Ciccolini, Paul Badura-Skoda e Franco Scala, darà il la a un trittico dedicato alla musica da camera: sotto i riflettori - giovedì 12 giugno sempre alle 20.30 - un eclettico interprete dello strumento a tastiera come Andrea Bacchetti, per un itinerario sonoro da Bach a Garau. Suggellerà la primavera in musica al MiniMax - giovedì 19 giugno alle 20.30 - il chitarrista Nicola Jappelli, allievo di Leo Brouwer - con un ideale viaggio dall'Italia alla Spagna sul filo delle note, da Niccolò Paganini a Juan Manén. Info: Amici della Musica-Cagliari, tel. 070.488502.