Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Ecco cosa guadagniamo a conquistare l'Europa»

Fonte: L'Unione Sarda
13 maggio 2014

INTERVISTA. Capitale della cultura, parla Massimo Mancini

 

 Quattro mesi di tempo e un'unica missione: portare la Sardegna in Europa. Massimo Mancini, neo direttore artistico per la candidatura di Cagliari a capitale europea della Cultura 2019 avrà il difficile compito di convincere la giuria che in autunno assegnerà il titolo. Dopo aver superato la selezione di 21 concorrenti, la città ora dovrà avere la meglio su Ravenna, Perugia, Matera, Siena e Lecce.
Quali sono i temi su cui incentrerà la candidatura?
«Due su tutti: potenzialità del territorio ed eredità che il titolo di capitale europea saprà lasciare ai cittadini. Cagliari può vincere perché ha enormi possibilità inespresse, tante piccole fratture nel tessuto sociale ed economico che, col giusto approccio, possono essere ricucite».
Lei non è sardo: qualcuno potrebbe giudicarla estraneo alle dinamiche culturali locali.
«Il mio progetto è stato scelto proprio per la stretta connessione con il territorio. Conosco bene Cagliari e la Sardegna e la mia professione di ricercatore di talenti mi ha insegnato a non avere pregiudizi e sperimentare idee e progetti. Sono pronto ad ascoltare chiunque per scoprirli».
Quali vantaggi porterebbe la vittoria?
«Le ricadute mediatiche sarebbero incalcolabili. Il nome di Cagliari circolerebbe in tutta Europa attirando turismo e investimenti. Bisogna considerare inoltre l'opportunità di ospitare personaggi illustri della cultura, grandi comunicatori in grado di promuovere la città meglio di chiunque altro».
Basterà la cultura a rilanciare una regione intera?
«Non bisogna sottovalutarne gli effetti. Il mondo dell'arte può diventare un paio di occhiali attraverso il quale guardare l'attualità da una nuova prospettiva. La creatività dell'artista riesce spesso a estremizzare concetti banali trovando chiavi di lettura innovative ai problemi quotidiani».
Il 2019, quindi, come anno della svolta?
«Il programma si articola in un processo di crescita sociale che avrà il suo apice nel 2019 e proseguirà negli anni successivi regalando alla comunità non soltanto un bel ricordo, ma una nuova società in cui vivere».
Luca Mascia