Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Quegli autobus come bersagli

Fonte: L'Unione Sarda
23 aprile 2014

I PRECEDENTI.

Lanci di sassi e uova, autisti aggrediti 

Il tiro al bersaglio non è più in voga come un tempo: le sassaiole contro i mezzi del Ctm (soprattutto quelli della linea 6 nel quartiere di Sant'Elia, ma è successo anche altrove) sono rare. Talvolta arrivano arance o uova (più volte a Is Mirrionis e al Cep alcuni anni fa, secondo il racconto di un conducente), ma un po' l'intervento immediato delle forze dell'ordine allarmate in tempo reale dalla centrale operativa del Ctm ospitata al Comando della Polizia municipale in via Crespellani, un po' la necessità dei criminali di non avere troppe pattuglie di polizia e carabinieri a presidiare alcuni quartieri teatro di loschi traffici, hanno riportato il fenomeno entro limiti accettabili, almeno in rapporto a quanto avveniva tempo fa.
Nei giorni scorsi un conducente della linea 1 è stato aggredito in piazza Repubblica. La sua colpa, era essersi fermato per rimproverare due ragazzi che avevano preso a calci le portiere e non aver obbedito all'ordine di ripartire impartito dal passeggero: «Ho fretta, guida o ti prendo a cazzotti». Poi l'ha fatto davvero. L'anno scorso un altro conducente, questa volta dell'Arst, era stato picchiato da due automobilisti che avevano appena commesso un'infrazione.
È stata invece sgominata dalle forze dell'ordine la banda che spargeva il terrore sugli autobus della linea 40 e 41, cioè i vecchi “C nero” e “C rosso”, che conducono a Quartu. Si muovevano in branco, insultavano gli anziani, sputavano, picchiavano gli studenti. L'incubo è finito con le denunce, ma al Ctm confermano che Quartu continua a essere un territorio difficile. (l. a.)