Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Il parroco e la movida

Fonte: L'Unione Sarda
17 aprile 2014


Marina, il popolo della notte esaspera i residenti del quartiere storico

L'allarme di don Lai: «Chiasso, puzza e degrado» 
Inferriate nelle scalinate della chiesa, cancelli per impedire l'accesso alla piazza oltre una certa ora, telecamere in tutta la zona, agenti predisposti per lavorare solo in quelle strade. E, perché no?, l'utilizzo di idranti per pulire le vie e di conseguenza allontanare gli ospiti indesiderati.
Qualcosa, per risolvere il problema del chiasso e del vandalismo nel quartiere Marina, bisogna farlo. E le proposte dei residenti non mancano. A fare da portavoce il parroco di Sant'Eulalia, don Marco Lai. In città è un'istituzione: dopo aver fatto rinascere con la sua opera quotidiana il rione Sant'Elia, da tre anni vive nella parrocchia della Marina. Sempre al fianco degli ultimi, dei bisognosi che ogni giorno vanno a chiedergli aiuto. E come tutti gli abitanti, non ne può più della situazione di disagio che la movida notturna crea nel quartiere.
LA PROTESTA «Comprendo la necessità di vivere la notte, come in tutte la città, soprattutto per i giovani», spiega il parroco, «ma è necessario creare regole ben precise. Non è possibile che la mattina io o chi per me debba farsi spazio tra le persone sdraiate nella scalinata per aprire la chiesa del Santo Sepolcro».
I DISAGI I problemi sostanzialmente sono due: il chiasso e il degrado. Da una parte i residenti, soprattutto nella zona di piazza Santo Sepolcro e piazzetta Savoia (ma un po' in tutte le strade) che non riescono a dormire la notte. Dall'altra le mura delle chiese rovinate e pasticciate, il vicoletto della piazzetta che porta a un'entrata secondaria della chiesa del Santo Sepolcro inaccessibile a causa della puzza di urina e di alcol. «La stagione calda si sta avvicinando», prosegue don Marco Lai, «quindi è arrivato il momento di fare qualcosa. Serve un tavolo con il Comune e le forze dell'ordine, al quale partecipi anche la Soprintendenza. È assurdo che i monumenti vengano danneggiati in questo modo».
PIAZZA SANT'EULALIA Il problema riguarda anche piazza Sant'Eulalia. La sera si riuniscono gruppi di ragazzi che ne combinano di tutti i colori: «Prima di tutto ci sono giri strani», denuncia il parroco che, come al solito, non si tira indietro e ci mette la faccia, «ma soprattutto lasciano la zona sporca. Il tanfo è insopportabile, non si può andare avanti in questo modo».
LE PROPOSTE I residenti, e con loro si schiera anche il religioso, di proposte ne hanno fatte a bizzeffe: «Per evitare di occupare le scalette della chiesa del Santo Sepolcro si potrebbero sistemare inferriate per impedire alla gente di sostare dopo una certa ora». Possibile anche il divieto di accesso all'intera piazza: «Decidano le autorità competenti l'orario, ma si potrebbero posizionare delle transenne, così come non sarebbe folle piazzare un cancello nel vicoletto di piazza Santo Sepolcro (il Comune ci sta lavorando) e un altro all'inizio delle scalinate di Sant'Eulalia. Non sarebbero opere invasive, non darebbero fastidio ma permetterebbero di lasciare integro un patrimonio che appartiene a tutta la città».
Don Lai lancia pure l'idea di far passare un idrante a una certa ora per pulire le strade. Sarebbe un modo per mandare via tutti coloro che bivaccano là fino al mattino: «A Barcellona, solo per fare un esempio, si usa», prosegue don Marco Lai che precisa: «Non sono io che devo prendere le decisioni, chiedo solo che prima dell'estate vengano indacate regole ben precise».
Piercarlo Cicero