Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Ecco come recuperare i "cattivi genitori" per salvare i loro figli

Fonte: L'Unione Sarda
7 ottobre 2013

PIRRI. Un seminario all'Exmè

 


Neonati col cranio fracassato perché colpevoli di avere pianto troppo, bambine abusate dal padre perché uscite dal bagno con l'accappatoio, bimbi picchiati perché le botte aiutano a crescere. Storie di bambini maltrattati e di genitori inadeguati, spesso tenute nascoste per vergogna del giudizio sociale. Sta alle équipe di formazione psicosociale, in stretta collaborazione con la magistratura, fare emergere le vicende di infanzia maltrattata, tutelando i minori e recuperando gli adulti quando possibile. Se ne è discusso lunedì pomeriggio all'Exmè di Pirri, al primo degli incontri del ciclo “Un giorno migliore verrà” promosso dall'associazione Domus de Luna e rivolto principalmente agli addetti ai lavori (psicologi, educatori, assistenti sociali e magistrati), ma anche alle donne ospiti della Comunità di accoglienza. Docente del workshop “Cattivi genitori”, Stefano Cirillo, autore dell'omonimo libro, co-direttore della scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoni di Milano e fondatore, 30 anni fa, del Centro per il bambino maltrattato (Cbm).
Ma chi è, oggi, il cattivo genitore? «È un bambino incompiuto e un uomo deluso», ha esordito il professore, «per questo, se si vuole salvare il bambino, è necessario prendere in carico non solo il genitore violento ma anche la sua famiglia di provenienza e il suo compagno». I fatti di cronaca ci hanno abituati: dopo un maltrattamento avviene quasi sempre la negazione dei fatti, o una giustificazione come “non ero in me”, “mi ha istigato lui” o “non mi pare poi così grave”, ma «è importante che ci sia un riconoscimento della inadeguatezza del proprio comportamento», ha ribadito Cirillo, «affinché si possa procedere al recupero del minore».
Impossibile conoscere i dati del fenomeno, ma a breve sarà pubblicato il primo censimento del Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso dell'infanzia), nato dalla fusione di alcuni centri fra cui il Numero blu della Provincia di Cagliari. I prossimi appuntamenti all'Exmè sono il 22 ottobre, con pedofilia e pornografia in rete, il 21 novembre con le adozioni, il 12 dicembre col disturbo nell'apprendimento e iperattività, il 30 gennaio col lavoro psicoterapeutico nelle comunità e infine il 21 febbraio con l'anoressia. Tutti alle 17 con ingresso gratuito.
Michela Seu