Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Chi vuol distruggere Molentargius?

Fonte: L'Unione Sarda
29 agosto 2013


A due settimane dall'ultimo rogo inceneriti due ettari di canneto tra via Fiume e Margine Rosso
 

Ieri ennesimo incendio doloso: le fiamme appiccate in tre punti
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L'odore acre brucia la gola e un paesaggio spettrale si apre a chi percorre via Fiume per poi immettersi in viale Poetto. Nel cuore della notte, e poi di nuovo nel primo pomeriggio, in questo lembo del parco Molentargius-Saline, sono scoppiati quattro incendi che hanno mandato in fumo oltre due ettari di vegetazione e devastato la fauna protetta che vive a ridosso dello stagno.
Tutto è iniziato all'1,58 di martedì notte, quando ai volontari e vigili già impegnati nell'incendio tra Selargius e Monserrato, è arrivata la segnalazione che le fiamme avevano colpito Molentargius. Pochi minuti dopo quasi trenta persone, fra volontari delle associazioni Prociv (che ha l'appalto per l'antincendio nel Parco), del Nucleo operativo soccorsi di Quartu, i forestali di Cagliari e Sinnai e i vigili del fuoco, si sono divisi per fronteggiare tre roghi: quello esploso dietro l'ex Romana Market, quello a metà di via Fiume e il terzo, il più poderoso, che si estendeva fra il tratto di fronte alla rotonda del Margine Rosso e l'ultimo lembo di Poetto.
Ed è proprio qui che le fiamme, alimentate dal maestrale, intorno alle 4 hanno fatto preoccupare di più: i lapilli stavano raggiungendo il vicino distributore di benzina e il campeggio Tamarix ma fortunatamente il “salto di fuoco” è stato scongiurato. Ieri mattina di questo angolo di fauna e flora protetta non rimaneva che un tappeto di cenere alto venti centimetri. È lì sotto che la brace ha continuato ad ardere fino alle 14, quando è esploso un altro incendio che ha impegnato nuovamente le squadre, già stremate.
Sull'origine del rogo nessuno lo dice chiaramente, ma tutto fa pensare al dolo: gli incendi scoppiati contemporaneamente a poca distanza l'uno dall'altro e a sole due settimane dall'ultimo rogo, tra via Fiume e via San Benedetto, tolgono ogni dubbio. Anche se il comandante del Gauf, il Gruppo analisi e utilizzo del fuoco della Forestale, Giuseppe Delogu non esclude la casualità. Delogu punta il dito soprattutto sull'«abbandono e la mancata manutenzione, come l'eliminazione del secco dalle vicinanze stradali, che è una debolezza della gestione». Mentre dal comando dei vigili confermano che se la rete di idranti di via Fiume funzionasse, l'azione di contenimento delle fiamme sarebbe migliore. Anche ieri, infatti, per rifornirsi d'acqua i mezzi sono dovuti andare alla colonnina di via Marconi, a tre chilometri dall'incendio.
«Un ennesimo attentato a un patrimonio ambientale unico. Un fenomeno grave, quello degli incendi, di fronte al quale si stanno affinando sempre più gli strumenti di prevenzione e contenimento», sottolinea il sindaco Mauro Contini, presidente del Parco. «Nell'esprimere rabbia e condanna per quanto accaduto», prosegue, «desidero ribadire che il Parco ha un Piano antincendio e tutte le attività di prevenzione e lotta, realizzate con il concorso di diversi organismi, sono in capo unicamente all'Ente che ne detiene la regia. Ovviamente il parco è vasto e gli uomini a disposizione non sono tantissimi. Un'attività importante, che si sta affinando anche con l'ausilio di nuovi mezzi di controlli come il sistema di videosorveglianza».
Mario Gottardi