Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Le bombe vissute da bambini

Fonte: L'Unione Sarda
7 giugno 2013

Ex Vetreria: ieri sera la presentazione del libro dello scrittore Pierpaolo Piludu

 

Settanta esperienze dei testimoni della devastazione del 1943

«Andavamo a letto vestiti perché gli allarmi suonavano durante la notte, così eravamo pronti a correre al rifugio costruito sotto i Giardini pubblici. Il bombardamento del 28 febbraio distrusse la nostra casa, lasciò me e la mia famiglia la fame. Per attenuarla, mamma, la notte, mi diceva di mettere grani di sale in bocca. A questo punto siamo arrivati!».
Alessandro Lai e Alessandro Mascia, attori della compagnia teatrale Cada die leggono sul palco del teatro della Vetreria testimonianze di chi, 70 anni fa da bambino ha vissuto l'esperienza dei bombardamenti del febbraio del '43. Settanta esperienze personali che Pierpaolo Piludu ha raccolto nel libro “Cagliari 1943. La guerra dentro casa. Racconti e percorsi teatrali. La memoria attraverso gli occhi e le voci dei bambini del '43”.
La storia dice che gli angloamericani colpirono duramente Cagliari, causando oltre mille morti. «Molti adolescenti di oggi neanche lo sanno», spiega l'autore durante la presentazione del libro, «da questa esigenza siamo partiti proprio per provare a colmare un vuoto culturale». Antropologo, 53 anni, Pierpaolo Piludu, uno dei fondatori di Cada die, da anni porta in scena a teatro “La guerra dentro casa”, uno spettacolo che racconta l'esperienza dei bombardamenti. «Un'esperienza personale, raccontata dai bambini di allora», dice l'autore.
Nel libro (248 pagine con foto d'epoca, foto di scena, illustrazioni a colori, ed. Aipsa) trovano spazio, oltre a numerose testimonianze di bambini del '43, anche due testi teatrali di Piludu portati in scena in questi anni, gli interventi di Giulio Angioni, docente di antropologia culturale, di Marco Mostallino, giornalista, e il racconto “A Cagliari con Glenn Miller” di Maria Giacobbe.
«Nel libro ci sono molte cose preziose», spiega l'autore «c'è soprattutto il desiderio delle persone che testimoniano che da quel momento si poteva risorgere». (ma.mad.)