Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Manutenzioni, stop al contratto

Fonte: Sardegna Quotidiano
29 aprile 2013

Ascensori

 

BASTIONE

Troppe inefficienze nella gestione degli impianti di Castello, il Comune aveva già rescisso la convenzione

 A definirli “interventi di manutenzione ”, visti gli esiti, ci vuole fantasia. La ditta lombarda Schindler, sei mesi dopo la vittoria della gara d’appalto comunale per la manutenzione dei tre ascensori che collegano Castello - e quelli nei vari uffici pubblici - viene messa alla porta senza troppi ringraziamenti. Il contratto - 42mila euro, iva non inclusa - è stato simbolicamente fatto a brandelli, due settimane fa, dal dirigente comunale dei Lavori pubblici, Mario Mossa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Una relazione di svariate pagine finita sopra il tavolo dell’ingegnere, redatta minuziosamente da Gianmario Serusi. Ruolo: responsabile dell’eser - cizio degli ascensori panoramici di Castello e dei servoscala a uso pubblico. Contenuto delle carte: un focus sugli interventi ordinari e straordinari svolti dalla Schindler, con risultati decisamente insufficienti. Due giorni fa l’ascensore dietro la passeggiata coperta del Bastione è uscito dai binari, e nove persone sono state salvate dai vigili del fuoco, dopo due ore di attesa nel vuoto. Conoscere la data di ripresa dei viaggi dell’elevatore equivale a un miracolo. È solo l’ultimo - e anche il più grave - di infiniti stop ai viaggi degli ascensori pubblici, spesso sbarrati e con un cartello che informa dei lavori di manutenzione in cor- so. Quando va bene, un fatto simile capita una volta ogni sette giorni, anche se in piazza De Gasperi i tre elevatori sono spesso fuori uso. Ora, nominare una nuova ditta è esercizio complesso. C’è una procedura da seguire, imposta dalla legge: fare domanda alla Consip (la Centrale acquisti delle pubbliche amministrazioni) e attendere la risposta. Che può arrivare an che dopo mesi. «Ho firmato la cessazione di aggiudicazione del servizio alla Schindler perché non ha svolto bene la sua opera. Prima di procedere ho letto la relazione specifica di Gianmario Serusi, ma le negligenze della ditta sono un fatto ben presente sotto gli occhi di tutti. Finora non ho visto ricorsi da parte della società privata, posso perciò presumere che abbiano accettato la mia decisione», afferma Mario Mossa, «il contratto non era neanche firmato, preciso che c’era la possibilità di agire così, iniziare sotto le riserve di legge. Oltre al fatto che la Schindler aveva vinto il bando con un ribasso d’asta molto forte», nota. Dal suo ufficio di piazza De Gasperi, il dirigente comunale dei Lavori pubblici è tanto deciso quanto chiaro: così non si poteva più andare avanti, ma adesso ci sarà da aspettare. «Nelle pubbliche amministrazioni le cose non arrivano dall’oggi al domani, bisogna avere la grazia di attendere. La procedura, imposta dalla legge in questi casi, vuole che ci rivolgiamo alla Consip. Questo ho fatto. Posso solo dire che percorrerò tutte le strade possibili per avere in tempi rapidi il nome della nuova ditta».

P. R.