Rassegna Stampa

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La Sinistra a Zedda: "Fuori il coraggio, non rendiamo la città alla destra"

Fonte: web Castedduonline.it
11 aprile 2013

L'sos del circolo Togliatti


di  Jacopo Norfo

Mercoledì 10 Aprile 2013 | 01:25

Uno scatto di coraggio, per non riconsegnare la città alla destra. Lo chiede al sindaco Massimo Zedda la Federazione della Sinistra, in un comunicato diffuso stanotte dal circolo Togliatti. Con un chiaro appello al sindaco, nel quale non manca qualche piccola stoccata: "Le elezioni del 2011 sono state una ventata di novità nella triste vita politica cagliaritana- ricordano i dirigenti della Sinistra  Marxina Casula, Michela Carta e Francesco Lamonica- un giovane e battagliero sindaco e una nuova classe dirigente sono entrati in consiglio comunale. Avevamo promesso cambiamenti epocali, perché il centrodestra aveva lasciato solamente disastri e macerie.

In politica esiste la responsabilità oggettiva. Se non si migliorano le condizioni di vita delle persone queste esprimono il loro malcontento. Certo, le politiche recessive europee strangolano lavoratori e imprese. I comuni, per via del patto di stabilità e dei tagli, non hanno più un euro da spendere.

Dobbiamo constatare, quindi, a distanza di 22 mesi dalla vittoria alle elezioni, che non stiamo riuscendo a mantenere gli impegni presi in campagna elettorale.

Vi sono, certamente, elementi positivi. Non sono pochi: dalle operazioni di risparmio sul bilancio al mantenimento dei fondi per i servizi sociali, dallo stop ad opere infrastrutturali folli al raddoppio dei fondi per gli interventi di manutenzione sulle case popolari. Ma vi sono sia elementi strutturali che elementi simbolici che ci devono far riflettere ed agire.

Gli elementi strutturali sono di tipo sociale, economico e culturale. Cagliari continua a spopolarsi, con una precarietà abitativa che non diminuisce, ed una vita nelle periferie che non sperimenta, per ora, un salto di qualità. La città, inoltre, invecchia sempre più. Dal punto di vista economico, la disoccupazione aumenta e non si sfruttano i vantaggi comparati su cuicostituire un nuovo modello di sviluppo. I dati sulla mobilità (passeggeri CTM) segnalano un generale stallo rispetto al 2010. Più in generale, alla crisi sistemica dell’economia europea, e dello stato sociale europeo, non si contrappone un pensiero ed una pratica alternativa.

Gli elementi simbolici, che non per questo non hanno sostanza, sono innumerevoli: dalla mancata valorizzazione degli spazi comunali ai rapporti difficili con i lavoratori, del Comune e non, dall’intasamento dell’edilizia privata al ritardo nel bando sulla nuova raccolta differenziata, dai chioschi del Poetto allo Stadio S. Elia.

Questa situazione comporta un calo del consenso, sia nel nostro popolo che in tutta la città, che percepiamo e ci preoccupa. Non vogliamo riconsegnare il Comune di Cagliari alla destra palazzinara e reazionaria. Abbiamo qualche mese per imprimere una svolta alla attività di governo, di indirizzo e di gestione e del Comune di Cagliari, così da coglierne i risultati nei prossimi anni. Lo dobbiamo ai cagliaritani.

La strada è quella del coinvolgimento, del coraggio, dell’ascolto e della condivisione. Con tutti i corpi intermedi che hanno determinato la vittoria del 2011, e con tutti i cagliaritani. Se c’è da fare la guerra alla Regione, allo Stato e all’Europa, la si faccia.

Cagliari, in assenza di una strategia di sviluppo della Sardegna guidata da Cappellacci,deve essere la capitale che segna il solco su cui tutta la Sardegna, e tutti i sardi, si devono riconoscere. Abbiamo bisogno di un disegno strategico di trasformazione. Su questo chiediamo a tutta la maggioranza, ed in primis al Sindaco, uno scatto in avanti".