Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Gettoni più facili per i consiglieri

Fonte: L'Unione Sarda
20 marzo 2013


COMUNE. Accordo in aula ma c'è lo strappo di Dore (Idv): bocciato il suo emendamento “anticasta”

Voto quasi unanime: basterà metà seduta per avere il compenso

Per incassare il gettone di presenza si dovrà assistere ad almeno metà riunione di Consiglio comunale. Lo prevede il nuovo regolamento dell'aula approvato (con 35 voti a favore e 2 astenuti) ieri sera a Palazzo Bacaredda. E il dettaglio non è privo di significato, visto che le norme precedenti prevedevano invece l'obbligo di partecipare ai due terzi della seduta, e l'argomento ha tenuto banco per tutta la sera nei corridoi del Municipio e pure durante una lungo quanto acceso incontro fuori dall'aula tra i capigruppo.
Da una parte il consigliere dell'Idv Giovanni Dore, che nonostante abbia guidato per mesi la commissione Statuto - che ha approvato all'unanimità il testo discusso ieri - si è dichiarato contro la modifica dell'articolo 30 (quello che regola il gettone) e ha presentato un emendamento per ripristinare la vecchia norma. Dall'altra quasi tutto il Consiglio - Pd e Pdl in testa -, che non ha per nulla apprezzato la scelta di Dore di minare l'unanimità delle decisioni, particolarmente gradita quando si votano regolamenti e statuti.
Il capogruppo dell'Idv (che ultimamente non ha nascosto le proprie simpatie per il Movimento 5 stelle) ha spiegato: «È vero che si è cercato di lavorare cercando l'unità su tutto. Ma su questo punto l'accordo è stato raggiunto quando io non ho partecipato alla riunione della commissione. E, faccio mea culpa, mi sono accorto solo dopo che nel testo licenziato c'era questa modifica». Insomma: scenderà il tempo minimo per percepire il gettone. Anche se, come hanno fatto notare esponenti di maggioranza e opposizione, dal conto verrà esclusa la durata del question time, cioè delle interrogazioni che verranno discusse all'inizio della seduta e per cui non sarà necessario il numero legale. Secondo quasi tutti questo vuol dire che il tempo dedicato da ogni consigliere all'aula sarà più o meno lo stesso. Dore ha invece sottolineato che questo «diminuirà perché ci saranno meno vincoli».
Quasi a senso unico gli interventi: «Quello che produciamo per la città non può essere quantificato con percentuali di presenza in aula», ha detto il capogruppo Pd Davide Carta. «Nessuno di noi fa parte di una casta, il mio guadagno da consigliere è di 350 euro al mese», ha detto il collega del Pdl Giuseppe Farris. Per il socialista Mondo Perra, l'emendamento proposto da Dore «non sarebbe dovuto venir fuori, visto che abbiamo discusso per mesi in commissione». C'è chi, come Pierluigi Mannino ha attaccato Dore: «Qualcuno crede di recuperare credibilità così», e chi (Claudio Cugusi) ha votato «orgogliosamente» contro l'emendamento proposto dal capogruppo Idv. Che è stato bocciato con 28 no, 8 astenuti e 3 sì (oltre Dore, Secchi e Casu).
Tutto questo durante una seduta che ha rischiato di saltare per via dell'astensione dagli straordinari dei dipendenti comunali, a cui ieri hanno aderito tutti i funzionari che seguono solitamente i lavori del Consiglio. E così niente servizio di streaming su internet della riunione, fuori uso anche il conteggio elettronico dei voti. L'assessore al Personale Luisa Sassu ha preferito non commentare l'astensione «in attesa della riunione insieme al Prefetto», ma si è detta «sempre aperta al dialogo con i sindacati».
Michele Ruffi