Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Arci Un viaggio nella memoria

Fonte: Sardegna Quotidiano
7 marzo 2013

 

MUNICIPIO Centoventi ragazzi sono partiti dalla Sardegna per vedere Auschwitz e capire ciò che è successo in Polonia

Il quattordici giugno di settantatrè anni fa, in Europa, non esistevano voli charter, ostelli per studenti di tutte le nazionalità e, soprattutto, libertà di parola e opinione. Quel giorno di inizio estate, invece, veniva reso operativo in Polonia il campo di concentramento di Auschwitz: più di 70mila morti oltre il cancello di ingresso con l’assurda scritta “Il lavoro rende liberi”. Seconda guerra mondiale, la Germania nazista parlava di “qualità della razza ariana”, e camere a gas e forni crematori del campo a 330 chilometri dalla capitale polacca Varsavia inghiottivano vite umane. Oggi, nel paesino di 40mila abitanti - il cui nome polacco è OswiOEcim, mentre Auschwitz è la traduzione tedesca - il campo di concentramento viene aperto per visite guidate, turistiche e culturali. 120 ragazzi tra i diciotto e venticinque anni, da tutta la Sardegna, sono partiti oggi all’alba, con un charter diretto a Cracovia. Fino a domenica saranno protagonisti di un tour speciale: conoscere il passato, capirlo e contribuire a un futuro senza più gli orrori del passato. Il programma prevede la visita di Auschwiz, del campo di Birkenau, la commemorazione nel “Piazzale dell’appello” e molti momenti di riflessione e dibattiti. È il progetto “Treno della memoria”, realizzato da numerosi comuni sardi, più l’Arci Sardegna e l’associa - zione Terra del Fuoco. Grazie a 600 euro a ragazzo, dalla città e dall’hin - terland sono partiti quindici ragazzi, uno è un detenuto del carcere minorile di Quartucciu. Un punto fermo dell’iniziativa, infatti, è rendere edotti sui drammi più terribili della Seconda guerra mondiale quei giovani che non conoscono nulla della vicenda e che hanno, dentro il bagaglio della loro esistenza, storie e situazioni difficili. «È stato un grande e giusto impegno finanziare con risorse disponibili dei giovani che devono formarsi, non i più bravi ma chi ha bisogno di conoscere fatti e avvenimenti di quell’or - rendo periodo e crearsi una sensibilità sul tema. In alcuni casi addirittura c’erano alcuni ragazzi che negavano l’esistenza dei campi di sterminio nazisti », spiega il sindaco Massimo Zedda. Ogni ragazzo, al netto del viaggio gratis, ha contribuito con 45 euro. «È un progetto condiviso da oltre venti amministrzioni locali, si riconosce un’importanza non di poco conto, come è ovvio» - aggiunge Franco Uda, presidente Arci Sardegna - è un progetto educativo, non miriamo a formare nuovi e bravi storici ma semplici nuovi cittadini, che possano trarre dall’esercizio della memoria indicazioni per il futuro. Le teorie negazioniste esistono ancora in Europa e si affacciano in molte istituzioni, è fondamentale alzare il livello di attenzione per contrastare questi assurdi fenomeni. Rispetto all’anno scorso, abbiamo incrementato del 10 per cento il numero di giovani partecipanti».

P. R.