Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Prezzi bassi, Cagliari regina del “low cost”

Fonte: L'Unione Sarda
9 agosto 2012


Una stanza costa 88 euro
 

Cagliari città della vacanza low cost. Con una spesa media di 88 euro per una notte in camera doppia, detiene il primato con un altro capoluogo isolano del sud, Palermo. Il dato è scaturito a seguito dell'indagine condotta dall'osservatorio del motore di ricerca di hotel, trivago.it. A fronte dei prezzi decisamente inferiori rispetto al resto della penisola, risalta il dato in controtendenza sulla disponibilità alberghiera. Infatti, a ridosso del periodo di picco delle ferie estive, a Cagliari è ancora disponibile il 28% delle camere d'albergo. La crisi continua a caratterizzare il mercato turistico isolano che non riesce a far fronte alle difficoltà. I prezzi bassi potrebbero essere un tentativo di last minute per intercettare i vacanzieri indecisi o frenati dai costi eccessivi.
LA SITUAZIONE «L'abbattimento dei costi è dovuto alla crisi», afferma Ugo Masala, presidente dell'associazione sarda operatori b&b, «anche perché nel nostro settore, nell'ultimo anno, c'è stato un calo di presenze del 30%». I prezzi bassi, dunque, non riescono a sopperire alle carenze del turismo in città. «Il problema principale è che Cagliari non è ancora una città turistica», spiega Masala, «le questioni sono sempre le stesse e se ne parla da tanto tempo». Poi, aggiunge: «Non abbiamo un lungomare efficiente, la passeggiata è interrotta nella zona di Su Siccu e Sant'Elia. C'è ancora molto da fare». Un altro aspetto che Masala evidenzia è «la difficoltà di raggiungere la Sardegna a causa del sistema dei trasporti notevolmente carente. Non vengono portate avanti politiche per il turismo e i tagli del comparto sono stati pesantissimi: quest'anno sul litorale abbiamo perso tanti turisti stranieri». Non solo accuse, però, Masala non nasconde nemmeno le inefficienze che hanno contraddistinto gli operatori del suo settore: «Abbiamo commesso tanti errori, spesso ci siamo trovati impreparati davanti alle nuove tipologie di turismo. Parlare le lingue e utilizzare la rete sono solo alcune delle carenze».
Matteo Sau