Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Vecchi e giovani, omo ed eterosessuali uniti nella marcia

Fonte: L'Unione Sarda
2 luglio 2012

Sorrisi, allegria e tanta musica

 Vedi la foto Man mano che ci si avvicina alla Prima fermata la musica si fa più nitida. Alle 16,30 i carri allegorici sono pronti e e i manifestanti volantinano. Su di loro vigilano gli uomini in divisa. «Ma cosa siete una coppia?». Afferma un uomo, visibilmente ubriaco, con l'intento di provocare. Peccato che abbia sbagliato obiettivo: non si riferisce, infatti, ai manifestanti ma a due carabinieri. Lo spettro della provocazione si dissolve subito.
LA PARTENZA «Vendiamo le magliette ufficiali del Gay Pride», ricorda al microfono del carro d'apertura una drag queen con parrucca bionda e trucco marcato alla Amy Winehouse. Dopo pochi minuti sono già finite. I manifestanti ballano, non curandosi del sole che alle cinque del pomeriggio ancora picchia forte. Molti con i colori dell'arcobaleno sulle guance, altri con abiti sgargianti.
LA CURIOSITÀ Se si dovesse dare un simbolo al pride cagliaritano, quello sarebbe il sorriso. Come quello spontaneo e festoso di chi sfila e quello dei tanti bagnanti che, al passaggio del corteo, lasciano asciugamani e lettini e si accalcano a bordostrada con macchine fotografiche e videocamere, a immortalare l'evento. Perché la marcia del Poetto è anche questo e lo ricorda uno speaker: «Cagliari, c'è il primo pride , pronti a fare la storia?»
I MANIFESTANTI La sfilata è interrotta da tanti bandieroni arcobaleno. Paola Scalas, assieme al marito e al figlio, è arrivata da Assemini per sorreggere un drappo iridato. «Rappresenta - spiega - tutti i colori della terra e tutte le diversità». Uno di quei colori può essere Benedetta Fais, che dopo il bagno al mare sfila in costume. «Ieri mi sono lasciata con la mia compagna, non son qui per trovare sostitute ma solo per ricordare i nostri diritti». Accanto a lei un'amica, Striana Mulas, che invece la ragazza ce l'ha e ricorda il clima ostile che spesso circonda la comunità gay e lesbo. «Troppo spesso si vede violenza ma oggi è pieno di gente, va benissimo». Infatti tante sono i single e le coppie eterosessuali e omosessuali, le drag queen , gli anziani, i giovani e le mamme con bimbi, come Fabrizia che balla e sulle spalle ha suo figlio adottivo, di origine colombiana.
Il corteo giunge davanti al Lido, dove l'entrata è gremita di adolescenti. Nonostante i loro 14 e 15 anni, le ragazzine oltre il costume indossano collane e orecchini, i ragazzi attendono la coda del corteo. Mentre passa l'ultimo gruppo di quattro, cinque persone, intonano: «Chi non salta caghineri è!». Il tempo di fare una figuraccia dura due secondi. E infatti tacciono e si dileguano, mentre la festa continua.
Mario Gottardi