Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Fantastiche visioni del mago dei colori viaggio tra i ricordi insieme a Paul Klee

Fonte: Sardegna Quotidiano
23 marzo 2012

I MAESTRI

 

Fantastiche visioni cromatiche, ricordi. Paul Klee (1879-1940) e la luce, i colori, la musica. Prosegue il ciclo di conferenze dedicato ai grandi maestri di metà Ottocento e Novecento, alla galleria Comunale d’Arte di Cagliari. Oggi alle 17, è la volta di “Paul Klee: astratto, con ricordi ”. Paul Klee il mago dei colori. “ Io e il colore, ora, siamo un tutt’uno”, scriveva nei Diari dopo il viaggio in Tunisia del 1914. La solarità del paesaggio tunisino è rivelatrice, il ricordo di quei paesaggi prende forma, anzi, luce. La pittura si fa luce. “L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile”, chiarisce nel suo scritto La Confessione Creatrice. «E’ considerato unanimemente uno dei padri dell’astrattismo», spiegano gli storici che gestiscono la galleria dei Giardini Pubblici. Natura e arte hanno in comune il principio della genesi. E guai a chi chiede all’artista di rispettare le leggi dell’imitazione. La natura crea e lo fa nel corso del tempo, in libertà. Ed è ciò che accade all’arti - sta che deve sentirsi libero di produrre le sue forme. Quel che conta nell’arte di Klee non è la contrapposizione tra realismo e astrattismo, ma il processo creativo, le forze che plasmano la forma, non la riconoscibilità astratta o figurativa dei suoi esiti. La forma come genesi, annotava nei suoi famosi Schizzi Pedagogici. Animali, piante, minerali hanno in comune il fatto di esssersi formati nel corso del tempo e di essere in costante divenire.

Più importante della loro forme è la loro formezione. “Il movimento”, scrive Klee nella sua Confessione Creatrice, “sta alla base del divenire e del dielguarsi ti tutte le cose”. Il movimento nel tempo: ecco la chiave generatrice. “Quando un punto si mette in moto diviene una linea, esige del tempo. Altrettanto quando una linea si allarga in una superficie. Allo stesso modo il movimento di superfici e spazi. Forse che un’opera d’arte figurativa nasce d’un tratto? No, essa viene costruita pezzo per pezzo, non altrimenti che una casa». Il suo tentativo è di risalire alle strutture primarie della vita dando loro una rappresentazione diretta, una musica, scavalcando il visibile tradizionale e cercando di collocarsi in un mondo parallelo ma non meno vero di quello che si frequenta abitualmente.

Il risultato? Un mondo imprevedibile, autonomo e poetico. Ad Anna Maria Montaldo il merito di aver curato il programma della nuova edizione dell’Al - fabeto dell’Arte, tenuto dagli storici dell’arte dell’associazione Orientare che operano nei musei civici. Al centro dell’excursus storico- artistico, oltre ai grandi maestri della modernità, le principali correnti che a partire dal secondo dopoguerra, hanno dato il via alla ricerca dell’arte contemporanea più avanzata. Gli incontri si svolgeranno tra la Galleria comunale e l’Antico Palazzo di Città, destinata recentemente all’esposizione di mostre temporanee di arte contemporanea. Ultimo appuntamento alla galleria Comunale il 30, dedicato a “Marc Rothko: la tragedia, l’estasi, la sorte”. Mentre all’Antico Palazzo di Città, sempre di venerdì ma alle 18, le conferenze si susseguiranno secondo il seguente ordine : “Oltre la tela: ricerche sullo spazialismo da Lucio Fontana a Enrico castellani ” il 13 aprile, “ Nouveau Réalisme, New Dada e Pop Art: recupero ed elegia dell'oggetto”, il 20, “Arte Concettuale: l’idea e l’opera”, il 4 maggio, e infine “Gli anni Ottanta: dalla Transavanguardia al graffitismo”, l’11. Cristiana Sarritzu