Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Is Mirrionis, il quartiere in pericolosa ebollizione: è emergenza sicurezza

Fonte: La Nuova Sardegna
20 marzo 2012






CAGLIARI. Un attentato intimidatorio rivolto a un locale che sino a poche settimane fa ospitava una agenzia di scommesse, un colpo di pistola contro una finestra di un appartamento abitato da studentesse e nelle scorse settimane, piccole rapine ai market, attentati incediari contro edicole, case e auto. Una escalation preoccupante non tanto per la gravità degli episodi in sé quanto per la loro collocazione. Il quartiere di Is Mirrionis, da sempre particolarmente inquieto.
Cosa sta succedendo a Is Mirrionis? L’emergenza è evidente, ma non sembra preoccupare.
La recrudescenza degli atti di piccola e media criminalità, che nel caso della scorsa notte solo per fortuite coincidenze non ha provocato feriti, è comunque l’altra faccia di un fenomeno conosciuto ai sindacati di Polizia e alla stessa piccola e media delinquenza: l’abbandono del territorio, la riduzione a presenza di facciata della Polizia nel quartiere, con il commissariato di Santa Avendrace ormai svuotato di personale. «Ma quello ormai non è neppure un commissariato - ammette Cesare Acca, segretario provinciale del Siulp - è come un posto fisso di Polizia. L’impegno straordinario dei colleghi non può risolvere carenze che risalgono a qualche anno fa, quando si decise colpevolmente di svuotarlo per privilegiare altri uffici». Secondo Acca c’è un rapporto diretto tra riduzione della prevenzione e l’incremento della microcriminalità.
«Capisco che chiuderlo sancirebbe visivamente la sconfitta e il fallimento dello Stato in questo ambito, ma tenere così il Commissariato non serve a nulla. Un tempo compiere rapine o piccole rapine come quelle che ogni settimana vediamo nei market o nei negozi, era più difficile: l’area veniva subito cinturata, adesso non è così e i delinquenti lo sanno bene. I tempi di reazione sono lentissimi». Il sindacato di Polizia ritiene che l’intero sistema di prevenzione sia non più efficente. «Quel commissariato funzionava sino a 6,7 anni fa, adesso è una cattedrale abbandonata. E guardate che analoghe situazioni si registrano negli altri tre commissariati periferici di Carbonia, Iglesias e Quartu. La terza città della Sardegna è affidata, sul versante della sicurezza a un manipolo di colleghi che fanno i salti mortali, a discapito della qualità della vita e della loro complessiva attività, per assicurare un minimo di presenza sul territorio e indagini non estemporanee su fatti di sangue anche complessi. Ma non si può continuare così all’infinito».
Il Siulp ha chiesto al Prefetto, oltre all’evidente potenziamento di Sant’Avendrace, una ridefinizione delle competenze e della stessa esistenza dei due commissariati di Carbonia e Iglesias, definiti non in condizioni di «mettere in strada una pattuglia nell’arco delle 24 ore. Non si può fronteggiare il problema dopo i casi eclantanti, con i singoli blitz, i sequestri di modesti quantitativi di droga, gli arrestini di piccoli spacciatori che poi vengono scarcerati dopo due giorni. Is Mirrionis è una pentola in ebollizione, come gli ultimi fatti di cronaca lo dimostrano. Dobbiamo aspettare una rapina per poche decine di euro che si concluda tragicamente per capire che c’è un evidente problema di prevenzione in quel quartiere e che non si può aspettare per mezz’ora l’arrivo di una Volante impegnata altrove, sul luogo di una rapina?».