Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cagliari e Comune, il tempo è scaduto

Fonte: L'Unione Sarda
20 marzo 2012

È il momento del dialogo

 Enrico Pilia
Zedda chiama Cellino. Cellino aspetta una chiamata (da Zedda). Il Comune riflette sullo stadio con due opzioni: con il Cagliari dentro o con il Cagliari fuori, in un altro Comune. Via Roma batte cassa, ma in viale La Playa non sentono. Mentre Cagliari offre un'immagine desolante ogni volta che le telecamere diffondono via satellite quelle migliaia di sedie vuote. Il deserto del Sant'Elia continua a tenere alta la tensione fra i due personaggi più noti della città, con lo stesso nome ma divisi sul modo di gestire questa pratica difficilissima. Nel confronto, ieri sera ha preso la parola il presidente Cappellacci. Questa «ferita urbanistica» per il governatore «è un'offesa per i tifosi e per i sardi».
Che noia, può sussurrare qualcuno, magari attratto da scenari diversi. Ma non è solo pallone, non c'è soltanto il calcio sullo sfondo di questa storia. Se i massimi esponenti della politica e dello sport sono in campo, finalmente mettendoci la faccia, allora è una questione che supera i confini del rettangolo verde. La politica, quella locale, sta facendo a conti fatti una brutta figura, accompagnando senza un intervento veloce quanto profondo l'impianto verso il degrado totale. Il Cagliari, squadra simbolo della Sardegna, continua a giocarci dentro mentre il presidente sta lentamente abbandonando l'ipotesi Elmas, dove comunque possiede un terreno che pareva destinato ad accogliere la Karalis Arena. Alla chiamata di ieri, arrivata da Zedda, il proprietario del Cagliari non risponde. Cellino è sfiduciato, medita di andare via dalla Sardegna ma senza abbandonare la presidenza del club. Decisione che pagherebbero i tifosi, capitale inestimabile da sempre ben custodito nelle casse della società. Cellino e Zedda, è arrivata l'ora di parlarci sopra. Il tempo è scaduto.