Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Dalla mafia alla tavola I prodotti di Libera nella mensa Caritas

Fonte: L'Unione Sarda
12 marzo 2012

Coltivazione nelle terre confiscate


Un pranzo con tutti i crismi, primo, secondo, contorno e dolce, è stato offerto ieri ai 200 ospiti della Caritas di viale Sant'Ignazio. Ma con un importante valore aggiunto: la legalità. Perché a tavola sono stati serviti i prodotti di “Libera Terra”, frutto dei terreni confiscati alla mafia: tortiglioni, pomodori e olio hanno in più il gusto del riscatto e della libertà, frutto del lavoro delle cooperative sociali impegnate nell'agricoltura solidale. «Tutte le cooperative aderiscono all'associazione fondata da Don Luigi Ciotti il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia nazionale», spiega Gian Piero Farru, responsabile di Libera Sardegna, presidente del Csv Sardegna Solidale (che raccoglie al suo interno 1.623 associazioni da tutta l'Isola), e promotore dell'iniziativa.
LA LEGGE A rendere possibile il tutto la Legge 109 del 1996 sull'uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi, uno dei primi traguardi raggiunti da Libera. «Nell'Isola, allora, raccogliemmo 50 mila firme, in tutta Italia più di un milione», ricorda Farru.
L'INIZIATIVA «Questo pranzo - sottolinea - chiude un ciclo di venti iniziative, realizzate in tutto il territorio regionale, in preparazione alla “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che Libera da 17 anni propone a livello nazionale». Quest'anno è Genova il teatro scelto. Qui, tra i 500 familiari delle vittime delle mafie e i rappresentanti delle ong di 30 paesi europei e dell'America Latina, ci saranno anche cento volontari sardi, oltre agli studenti di varie scuole dell'Isola. Conferma del fatto che «anche nella nostra terra ci sono tanti cittadini che lavorano per la legalità e la giustizia sociale», sottolinea Farru.
IL PASTO A dare una mano in sala, insieme ai volontari Caritas, anche 15 di Libera, e tra loro tre studenti del Marconi. «Dal 1998 la nostra scuola aderisce alle iniziative di Libera», dice Alessandro Falqui, 19 anni, entusiasta dell'esperienza: «Si parla tanto di certe cose, ma sino a quando non le si tocca con mano, non ci si rende conto di quale sia la realtà». Tracciare un identikit preciso degli ospiti della mensa non è semplice: «Tanti uomini, ma altrettante donne, molti stranieri, ma anche numerosi cagliaritani e una famiglia con un bambino», racconta Angela Congera, Csv Sardegna Solidale e referente di Libera.
Sara Marci