Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Guerra per i passi carrai

Fonte: L'Unione Sarda
29 febbraio 2012

MUNICIPALITÀ. In Consiglio scoppia la protesta di alcuni residenti

Sanzioni per quelli irregolari: «Non è giusto»

A Pirri è scoppiata la guerra dei passi carrai. Il regolamento che ne disciplina l'uso e le sanzioni in caso di abuso, risale a otto anni fa. Fino al 2009, però, non è stato applicato, poi nel 2010 è intervenuta l'Aipa, la società che si occupa della gestione tributaria dei passi carrai per il Comune, e ha sanzionato tutti gli abusi.
LA NORMA Il regolamento prevede, infatti, che i carrai delle abitazioni private debbano pagare un canone per l'occupazione del suolo pubblico (Cosap). Tutti quelli che avevano sistemato scivoli e pedane senza il regolare permesso davanti all'ingresso di casa si sono visti recapitare una sorta di cartella esattoriale da 88 euro l'anno per il 2010, il 2011 e il 2012.
IL DIBATTITO Enzo Besedgnak, consigliere del Pdl, ha cercato di trovare una via di mezzo per risolvere la questione: «L'amministrazione comunale ha agito nel modo giusto, ma si potrebbero dilazionare i pagamenti che riguardano almeno il 2012, in modo da evitare che ci siano spese troppo grosse per queste famiglie».
I residenti sono sul piede di guerra, e contestano i provvedimenti adottati. «È inconcepibile dover pagare le sanzioni quando nessuno ci ha mai richiesto la rimozione di quelle strutture», hanno detto alcuni dei presenti.
LE TESTIMONIANZE In alcuni casi, all'origine dell'abuso ci sarebbero state situazioni di necessità. È andata così per Ronaldo Lecca che, davanti alla propria abitazione, in via Bezzecca, aveva sistemato una piccola pedana in legno. «Quando l'ho messa per la prima volta, l'ho fatto per evitare di scivolare nella cunetta che separa il mio portone dalla strada. Poi ho iniziato a utilizzarla anche per parcheggiare l'auto all'interno. Se mi avessero avvisato avrei tolto subito la pedana e avrei evitato di pagare le sanzioni».
Una signora ha ammesso: «Anche io avevo un passo abusivo, ma non ho mai impedito che le altre auto parcheggiassero là. Di conseguenza nel momento in cui non ho rivendicato il diritto ad avere il passaggio non vedo perché dovrei pagare».
IL COMUNE Il problema è che da una parte i cittadini lamentano il fatto di avere ricevuto poca informazione, dall'altra l'amministrazione sostiene di aver «fatto solo rispettare la legge», ha spiegato Angelina Puddu, funzionario del servizio tributi del Comune. «La legge non impone di avvertire un cittadino quando è sotto accertamento fiscale, dunque il comportamento dell'Aipa è corretto».
Mauro Madeddu