Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Ici, Monti ottiene il sì dei vescovi

Fonte: La Nuova Sardegna
28 febbraio 2012

ROMA. La commissione Industria del Senato approva all’unanimità l’emendamento ...




GIUSEPPE CENTORE

ROMA. La commissione Industria del Senato approva all’unanimità l’emendamento presentato dal governo sull’Imu per la Chiesa, e lo fa al termine di un dibattito che ha visto, a sorpresa la presenza dello stesso premier Mario Monti, anche nel ruolo di titolare dell’Economia.
Le sue parole hanno chiarito chi dovrà pagare l’Imu, l’imposta che sostituirà l’Ici, e al termine d iuna giornata convulsa hanno riportato il sereno tra esecutivo e mondo cattolico, che si dice unanimemente soddisfatto delle precisazioni del capo del governo.
«Sono esenti - ha esordito Monti in Commissione - le scuole che svolgono la propria attività in modo concretamente non commerciale». Il premier ha indicato anche i criteri per considerare non commerciali le scuole: «l’attività paritaria è valutata positivamente se il servizio è assimilabile a quello pubblico, in particolare sul piano dei programmi scolastici, dell’applicazione dei contratti nazionali, dell’accoglienza degli alunni con disabilità e su quello della rilevanza sociale». Il bilancio dovrà essere «tale da preservare in modo chiaro la modalità non lucrativa»; e «l’ eventuale avanzo sarà destinato all’attività didattica». A queste condizioni l’Imu non sarà pagata.
L’intervento del Presidente del Consiglio ha fatto così chiarezza sui dubbi e i distinguo che nei giorni scorsi sono arrivati da esponenti politici vicini alla Chiesa e da alti esponenti della stessa Cei, sul pericolo che il pagamento dell’Imu da parte delle scuole cattoliche comportasse la chiusura delle stesse.
«Le scuole cattoliche vanno esentate - era stato detto da più parti - perchè in quanto paritarie svolgono un servizio pubblico». Non del tutto in linea con questa posizione, sulla quale sono confluiti i commenti del Pdl, dell’Udc e naturalmente della Conferenza episcopale italiana, le parole di Monti, che prima di entrare nello specifico del provvedimento ha ricordato come la decisione di intervenire sull’Imu nasca dall’esigenza di chiudere la procedura di infrazione aperta della Commissione Europea, «a conoscenza informalmente dell’emendamento, pur concordato». Monti ha poi spiegato quali sono le scuole che non pagheranno l’Imu.
«Era nostro dovere intervenire, perché in passato la materia, delicata, non era mai stata affrontata. Ora bisogna farlo, senza pregiudizi ideologici». Monti ha affermato che «non è corretto chiedersi se le scuole in quanto tali siano esenti» dal pagamento dell’Imu, «ma quali siano esenti e quali sottoposte alla disciplina» introdotta con l’emendamento. Le scuole che rientreranno in questi parametri, meglio specificati con un regolamento di attuazione che sarà varato entro due mesi all’approvazione della legge, non pagheranno l’Imu. Le altre, che hanno utili o non saranno veramente paritarie, pagheranno.
Soddisfatti i partiti che avevano chiesto l’intervento del premier. Per Lupi (Pdl), «è un chiarimento che fa risparmiare allo Stato», mentre per Casini (Udc) «era tutto previsto».
Anche il Pd è soddisfatto. «Apprezziamo - hanno detto i senatori Ceccanti e Zanda - la chiarezza del presidente». E l’Idv plaude alla scelta di Monti di parlare in commissione, mentre la Lega definisce il suo intervento un «nuovo passo indietro, dopo le bugie raccontate sulle tasse».