Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Lirico, il nodo del sovrintendente

Fonte: La Nuova Sardegna
20 febbraio 2012



L’accordo salva-teatro si chiude se c’è un piano credibile




CAGLIARI. Non c’è ancora l’accordo con la Regione, ma potrebbe arrivare presto: garanzia pubblica sulla ristrutturazione del mutuo e salvezza possibile per il teatro lirico. Prima però resta da risolvere il rebus del sovrintendente e della sua liquidazione. E’ il sindaco Massimo Zedda a dover decidere, i sindacati aspettano.
Le cifre sono queste: servono sei milioni subito per fronteggiare i debiti verso artisti e fornitori che bussano alla porta di via Sant’Alenixedda, poi ci sono quindici milioni da spalmare su vent’anni. Il Banco di Sardegna ha detto sì alla commissione tecnica formata da Zedda e dai consiglieri Oscar Serci e Antonello Arru. Quindi se la Fondazione dovesse saltare il versamento di un rateo (980 mila euro all’anno) sarà la Regione a intervenire, dirottando la quota necessaria del contributo pubblico annuo direttamente sulla banca. Il perchè è semplice: dopo anni e anni di buchi finanziari, la fiducia nei confronti della Fondazione è scesa ai minimi storici.
Le dichiarazione diffuse l’altro ieri dall’assessore ai beni culturali Sergio Milia («atti concreti per salvare il teatro lirico») vanno comunque nella direzione indicata da Zedda. Il solo ostacolo, insieme tecnico e politico, è legato all’assenza di un piano industriale credibile. Quello proposto a fine 2011 da Gennaro Di Benedetto è stato bocciato prima dai sindacati e poi dal consiglio di amministrazione. Un piano alternativo è stato elaborato dai delegati del personale, ma senza un sovrintendente nel pieno dei suoi poteri - Di Benedetto sta trattando l’ammontare della liquidazione - qualsiasi progetto evapora.
Purtroppo il tempo stringe: senza i sei milioni che servono, la Fondazione è in grado di pagare gli stipendi fino a marzo. Oltre non si va e ogni prospettiva è strettamente ancorata alla conclusione dell’accordo con Banco di Sardegna e Regione e alla nomina di un nuovo sovrintendente. Insomma, tutto rimane nelle mani di Zedda e dei suoi collaboratori. (m.l)