Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Ora il Comune difende Tuvixeddu

Fonte: La Nuova Sardegna
17 ottobre 2011



Davanti al Tar insieme al ministero, ordinanza sul vincolo minerario




CAGLIARI. Per la prima volta l’amministrazione comunale si schiera contro Nuova Iniziative Coimpresa in difesa dei vincoli su Tuvixeddu: è accaduto nella causa sulla tutela del canyon e delle altre superfici minerarie del colle punico, bloccate nel 2009 dalla Sovrintendenza ai beni architettonici. Il Comune si è costituito in giudizio con l’avvocato Carla Curreli insieme agli uffici ministeriali.
Cambiano quindi le forze in campo in una vertenza in parte congelata dopo l’ormai celebre sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la validità dei vincoli imposti dalla Regione: il costruttore Gualtiero Cualbu adesso è rimasto solo ad affrontare nei tribunali amministrativi ministeri ed enti pubblici che intendono impedire l’edificazione dell’area. Una situazione inedita dopo quasi diciott’anni di centrodestra, divenuta ufficiale col ricorso che l’avvocato Pietro Corda ha presentato al Tar chiedendo la revoca del vincolo imposto dal direttore regionale dei beni culturali con il decreto firmato l’8 luglio 2010, seguito allo stop della sovrintendenza architettonica. Per il ministero il complesso minerario industriale di Tuvixeddu, in parte proprietà comunale e in parte di Coimpresa, ha interesse storico-artistico e quindi va tutelato. Il Tar si è espresso il 23 settembre scorso con un’ordinanza: senza entrare nel merito della controversia i giudici - presidente Rosa Maria Panunzio, consigliere Franco Scano, estensore Marco Lensi - hanno chiesto al ministero dei beni culturali e alla direzione regionale di depositare nella segreteria del tribunale «l’elenco analitico e la descrizione dei reperti che costituiscono il complesso» come macchinari, impianti, manufatti, gallerie, rotaie, tramogge, tracciati e percorsi insieme alla copia dei rilievi cartografici, delle fotografie e della bibliografia su cui è basato il decreto firmato dalla direttrice regionale Maria Assunta Lorrai insieme a tutti gli altri atti. In sostanza i giudici hanno bisogno degli elementi necessari per stabilire se il vincolo imposto dal ministero è giustificato dall’importanza dei reperti o no.
Intanto l’amministrazione comunale annuncia la ripresa entro la fine del mese dei lavori per il parco archeologico, fermi da cinque anni per gli stop imposti dalla Procura della Repubblica. Dalla conferenza dei servizi che si è svolta ieri mattina in municipio è arrivata un’accelerata decisiva. con il parere favorevole di tutti i partecipanti al tavolo. L’obiettivo, più volte ribadito dal sindaco Massimo Zedda, è quello di restituire l’area ai cagliaritani e ai turisti. Gli interventi previsti sono la sistemazione dei percorsi, il completamento dei lavori del centro servizi e dell’ingresso su via Falzarego, la cura del verde e delle aree circostanti, gli interventi contro il degrado delle tombe già scavate, la pulizia del sito e lo sfalcio delle erbacce. Alla conferenza dei servizi di oggi hanno partecipato la direzione regionale per i beni culturali della Sardegna, la soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano, l’ufficio regionale tutela del paesaggio, l’assessorato regionale alla Cultura e il Comune. Perplessità vengono espresse da Maria Paola Morittu di Italia Nostra: «Ci aspettavamo che l’intervento venisse ripensato in direzione di una ricostruzione della storia della città, col recupero dello spirito di quei luoghi. Quello che ci si appresta a realizzare non mi pare corrisponda a questo obbiettivo».