Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Lo spreco Un “manicomio” d’oro tutti i dubbi sulla concessione

Fonte: Sardegna Quotidiano
11 agosto 2011

Il progetto “Abitare assistito”? «Una meraviglia, finchè c’ero io filava tutto liscio. Non so perché non è andato in porto». Ada Lai ieri era molto indaffarata: da capo di gabinetto del governatore Cappellacci ha seguito la nuova Giunta e il Consiglio. Prima di approdare in viale Trento, però, era dirigente delle Politiche sociali al Comune. Nell’assessorato che, con un bando del 2008, ha scelto di pagare oltre 1500 euro al mese per ognuno di cinque appartamenti in via Is Cornalias. Un prezzo fuori mercato (ottomila euro in tutto), per case che sarebbero dovute essere destinate ad ospitare quindici disabili psichici: col progetto “Abi - tare assistito”, messo in campo in collaborazione con la Asl, sarebbe dovuto iniziare un percorso di reinserimento sociale per tutti loro. I condizionali sono imposti dai fatti. Il progetto non è mai partito e i disabili, perché si possa ragguingere l’obiettivo, hanno la necessità di essere ospitati, a piccoli gruppi, in posizioni centrali della città. Non in periferia, non tutti insieme, e soprattutto non guardati a vista da un guardiano: roba da manicomio, così. Di lusso, peraltro: 1500 euro al mese per 70 metri quadri forse non si pagano nemmeno in centro storico. E il Comune questi soldi li sborsa da almeno due anni, per tenere le case vuote. E intanto sono usciti, a vuoto, duecentomila euro dalle casse pubbliche. In tasca di chi sono finiti? Il Municipio ha firmato una convenzione con la Baldinu Costruzioni Srl, società con sede in via dell’Artigianato. I primi lavori sullo stabile però sarebbero stati realizzati da un’altra società non lontana da ambienti del Pdl che, dopo aver realizzato il grezzo, avrebbe ceduto tutto all’attuale proprietario. Che ha chiuso i lavori e partecipato, in solitudine, al bando del Comune, che cercava appartamenti da 140 metri quadri (minimo) in centro. L’accordo, della durata di nove anni (un affare da circa 900mila euro) è stato trovato per immobili ampi la metà e pure in periferia. «Anche se», ha aggiunto Ada Lai, «bisogna capire cosa si intende per centro. Io non abito in centro storico, e mica sto in una zona emarginata». E l’ex dirigente ribadisce: «Finchè c’ero io era tutto a posto, mancavano solo gli arredi». Lo sanno bene alla Cooperativa Cento Attività, che si era aggiudicata la gestione della struttura (160mila euro all’anno per tre anni), ma dicono delusi: «L'unico nostro intento è quello di erogare servizi rivolti ai disabili. Eravamo pronti, non sappiamo cosa sia successo».

Enrico Fresu Emanuele Piga

 

LA DECISIONE PROGETTO BLOCCATO DALLA ORRÙ

Il progetto del manicomio d’oro è stato bloccato dall’assessore alle Politiche sociali Susanna Orrù: troppo dispendioso e, per le strutture scelte, non utile per le finalità da raggiungere. Il percorso di reinserimento dei disabili non può passare attraverso una ghettizzazione lontana da luoghi di socialità «Quei milleseicento euro mensili per ognuno degli appartamenti mensili» spiega il presidente della commissione Politiche sociali Fabrizio Rodin, «devono essere utilizzati per altro, non sprecati in questo modo, e pertanto la prossima settimana presenteremo un'interrogazione in merito». A cavallo di Ferragosto il consiglio comunale è in ferie, ma questa vicenda sembra già iscritta all’ordine del giorno