Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Il Maestro Franco Cerri rilegge i classici del jazz

Fonte: L'Unione Sarda
25 agosto 2008

Il chitarrista oggi in concerto a Cagliari con Paolo Carrus e Corrado Salis


Il maestro ha 82 anni e un'idea molto chiara sul suo futuro: «Non voglio mollare». Franco Cerri, il più grande chitarrista jazz italiano è sulla scena da 65 anni e ha tanta voglia di suonare e dare buoni consigli ai giovani musicisti. Oggi l'artista milanese torna a Cagliari per tenere un concerto nel cortile del municipio in via Roma alle 23. Lo spettacolo è inserito nella rassegna “Concerti al Palazzo Civico” diretta dal chitarrista Luigi Puddu e promossa dalla Scuola civica di musica per ricordare la pianista Alessandra Rais.
Maestro Cerri, si occupa sempre di didattica musicale?
«Sì, ho una scuola insieme a Enrico Intra da più di vent'anni. Curo la parte della musica d'insieme. Quando gli allievi arrivano a me hanno già una certa pratica».
Cosa consiglia a un giovane che si avvicina alla chitarra jazz?
«Non è importante quale strumento si sceglie. Bisogna studiare e applicarsi. Io sono autodidatta. Ho fatto tutto da solo».
Chi le piace tra i chitarristi italiani che suonano jazz?
«In questo momento in Italia c'è una fauna giovanile che fa paura. Non mi va di fare nomi. Anche tra i miei allievi noto che sanno improvvisare, suonano molto bene. Oggi hanno maggiori possibilità di imparare. Ai miei tempi era diverso».
In che senso?
«Non c'erano metodi buoni, le corde erano scadenti. Chi voleva imparare a suonare doveva scegliere tra il conservatorio e l'insegnante privato. Oggi è più facile. E ammiro molto i ragazzi che scelgono il jazz. Purtroppo in Italia questa musica non viene rispettata. All'estero le cose vanno decisamente meglio».
Questa sera suonerà con Paolo Carrus e Corrado Salis, due musicisti sardi.
«Se potessi suonerei spesso con loro. Quest'anno è la prima volta che vengo in Sardegna. Paolo Carrus è un pianista straordinario. Ha studiato molto ed uno tra i migliori in Italia. Corrado Salis viene dalla musica classica, ma è un ottimo jazzista. Sono due persone magnifiche e con loro ho ottimo rapporto. Quando vai d'accordo con gli altri musicisti sul palco si sta molto meglio».
Conosce Paolo Fresu?
«Certo. Paolo è nel limbo dei grandi. Una persona colta e magnifica. È stato un piacere suonare con lui».
Lei ha suonato con artisti del calibro di Dizzy Gillespie, George Benson, Billy Holiday, Chet Baker, Gerry Mulligan. Ne ricorda qualcuno in modo particolare?
«Li ricordo tutti. Tutti mi hanno insegnato qualcosa. Io avevo solo da imparare. Questi artisti arrivano da paesi dove la professione di musicista è riconosciuta e rispettata».
Come è stata l'esperienza con il mitico Django Reinhardt?
«Ho suonato con lui quando avevo 23 anni. In quel momento non capivo esattamente cosa stava succedendo».
Rimpiange una mancata collaborazione?
«Mi avrebbe fatto piacere conoscere Antonio Carlos Jobin. Ha lasciato melodie straordinarie. Mi piace paragonarlo a Cole Porter».
Cosa suonerà per il pubblico di Cagliari?
«Avremmo potuto suonare brani di nostra composizione, ma oggi puntiamo su alcuni standard. Mi piace quando la gente riconosce i brani. Si crea un rapporto migliore tra pubblico e musicisti».
Le dà fastidio quando la ricordano per la pubblicità del detersivo?
«Sì, ma è un passaggio della via vita e non lo rinnego. Ho scelto di fare una vita dignitosa e questa esperienza mi ha permesso di fare jazz, pagare l'affitto e acquistare le scarpe per i miei figli».
FRANCESCO PINTORE

23/08/2008