Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Azzurri in coro: «Si può fare di più»

Fonte: La Nuova Sardegna
22 agosto 2008

VENERDÌ, 22 AGOSTO 2008

Pagina 38 - Sport 



La sconfitta con la Serbia non ha minato il morale del gruppo



A CAGLIARI



--------------------------------------------------------------------------------

CAGLIARI. La Nazionale di basket lascia Cagliari con una sconfitta, ma con la consapevolezza di poter dire ancora la sua nel prosieguo delle qualificazioni agli Europei 2009. La Serbia come da pronostico ha vinto (64-78), però il quintetto di Recalcati le ha tenuto testa per almeno tre quarti, cedendo poi negli ultimi dieci minuti con soli 13 punti all’attivo, rispetto ai 21 degli avversari.
Nel dopo gara è dunque tempo di analisi per cercare di capire che cosa non ha funzionato. Nessuno cerca rifugio nel silenzio, anzi un po’ tutti hanno una gran voglia di parlare per lasciarsi alle spalle la calda serata del Palazzetto e concentrarsi sul prossimo appuntamento di sabato prossimo in Ungheria.
«Abbiamo balbettato per quasi tutta la gara - esordisce il grande Dino Meneghin - subendo la loro superiorità fisica e anche tecnica. Con bassissime percentuali nel tiro da tre, non siamo riusciti a far girare bene la palla in attacco, favorendo così la difesa avversaria, quindi nei momenti topici dell’incontro gli abbiamo permesso di rifiatare andando spesso alla lunetta. Da un lato è positivo perché fare tanti falli significa essere aggressivi, ma un simile atteggiamento va gestito meglio. Sapevamo che la Serbia era la squadra più forte, anche se giovanissima, purtroppo la nostra palla è rimasta troppo in mano ai play, oltretutto ci siamo affidati spesso e volentieri ai palleggi, impiegando troppo tempo nell’impostare il gioco». Eppure a vedere la straordinaria grinta di Marco Mordente, in campo per oltre 30 minuti e con 18 punti all’attivo, gli appassionati avevano iniziato a credere nel miracolo. «Credo che ci sia mancata la giusta concentrazione - spiega l’ala dell’Armani Jeans Milano - Quando abbiamo giocato concentrati siamo riusciti a stare in gara, altrimenti abbiamo peccato sia in attacco che in difesa. Sapevamo che la Serbia era forte e perciò non ne facciamo una tragedia».
Ultimo ad arrendersi con Mordente è stato l’osservato speciale di questo splendido agosto in chiave azzurra, Gigi Da Tome che ha salutato la gente con una spettacolare schiacciata. «Nel terzo quarto eravamo ancora in gara - sintetizza con un pizzico di delusione - a quel punto dovevamo aggredirli per tenerli sotto pressione, poi magari punto a punto ce la potevamo giocare, anche con l’aiuto del pubblico, ma loro sono stati più bravi. Personalmente sono contento quando si parla di me nella mia terra, però non conta la mia prestazione, ma la sconfitta dell’Italia».
I primi minuti di gioco erano comunque stati scoppiettanti grazie ai 5 punti iniziali di Massimo Bulleri: «La Serbia ha dimostrato di essere superiore, anche dal punto di vista fisico. E’ vero, abbiamo commesso degli errori sui quali dobbiamo lavorare per migliorare, ma la qualificazione passa per altre partite e ora vogliamo vincere a iniziare dall’Ungheria».
La chiusura è di Luca Vitali, positiva la sua prova: «Ci è mancata la difesa e in attacco abbiamo smesso di far girare la palla. Non ci possiamo permettere certe sbavature, siamo una squadra che conta sulla forza del gruppo, dobbiamo e possiamo fare meglio».
Maria Grazia Pais