Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Moretti: «Ho tutti i titoli per dirigere il teatro»

Fonte: L'Unione Sarda
11 aprile 2011

LIRICO. Il pianista sardo polemizza in vista della scelta del direttore artistico

«Sono in possesso di esperienze di direzione artistica da oltre vent'anni, come si fa a dire che non esiste un candidato sardo per questo ruolo al Lirico?».
Maurizio Moretti, pianista cagliaritano con importanti esperienze internazionali, si è candidato alla direzione artistica del teatro cagliaritano quando il sindaco, residente della Fondazione, ha dichiarato pubblicamente che quel ruolo sarebbe stato dato a un sardo. E ora che il principio sembra non più così saldo e che sembra che quell'incarico stia per essere assegnato ad Alberto Triani (già al fianco di Gennaro Di Benedetto al Carlo Felice di Genova) perché - dice il sindaco - «evidentemente non c'è nessuno all'altezza», Moretti fa le sue rimostranze. Ed elenca le sue competenze.
IL CURRICULUM «Ho lavorato come direttore artistico dapprima con la prestigiosa orchestra Europa Philarmonie, organizzando per cinque anni le stagioni residenziali a Berlino e Amburgo e collaborando con il Teatro dell'Opera di Magdeburgo al fianco di direttori quali Kurt Masur, per opere e concerti, organizzando tour internazionali in Giappone e Cina. Lo stesso ruolo», aggiunge, «l'ho ricoperto alla Sinfonica abruzzese e ai Solisti di Perugia e da 15 anni sono il direttore artistico dell'Ente musicale di Nuoro».
Per Moretti «l'impegno come eventuale direttore artistico del Lirico sarebbe un atto d'amore per la mia città e per i musicisti colleghi che vi lavorano. Metterei al servizio della città la mia grande esperienza nel settore musicale e organizzativo. Una opportunità che credo dovrebbero cogliere anche il cda e il sindaco vecchio o nuovo che dovrebbero, come hanno anticipato, riconsegnare il teatro ai sardi che hanno dimostrato di possedere enormi qualità artistiche e umane. Questo», conclude il musicista, «è un momento delicato che segnerà il passo per gli anni a venire e che spero che chi è delegato a decidere non possa e non debba più sbagliare. A parità di competenze sta ai sardi preservare le proprie menti e le proprie eccellenze. Gli “esterni” hanno naturalmente la tendenza ad escluderci, come secoli di storia ci insegnano».