Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

La «street art» nelle sale di Palazzo Regio

Fonte: La Nuova Sardegna
31 marzo 2011

La mostra che illustra forme e linguaggi informali, visitata da 5.000 persone, è stata prorogata sino a metà aprile

L’assessore alla cultura Pellegrini: «Ma in città la maggior parte sono scarabocchi»




BETTINA CAMEDDA

CAGLIARI. Un successo con oltre 5.000 visitatori in meno di un mese. Per la prima volta la città ha ospitato la mostra “Street Art a Cagliari: dalla strada a Palazzo Regio”. Una cornice inusuale quella dell’edificio storico-monumentale che tuttavia è riuscita a conquistare anche i più scettici. «La mostra è stata apprezzata da un pubblico giovane, adulto e giovanissimo - spiega Giacomo Pisano, che ha curato l’evento - era prevista dal 4 al 31 marzo, ora sarà prorogata al 12 aprile».
Venerdì, andrà in stampa il catalogo che sarà presentato nella giornata di chiusura della mostra.
L’evento, promosso dalla Provincia di Cagliari, parte con l’obiettivo di portare i colori, le forme, i linguaggi della Street art in un palazzo storico.
Un nuovo modo di comunicare ma slegato dal contesto di appartenenza.
Un obiettivo raggiunto, considerati i numeri. Tra gli artisti presenti Raba, Crime, Fema, Skan, Manu Invisible, Iem 82, Prosa, Sklero, Jep, Snuf, Saletta Team, con la partecipazione di Shine Royal e Kunos da Milano. Tra loro molti volti noti perché la generazione che leggeva Aelle e Tribe ne ha fatta di strada.
«Sono molto contento che gli artisti abbiano avuto un ottimo riscontro personale sia col pubblico che con la stampa che ci ha dedicato molto spazio - continua Pisano - molti di loro sono stati notati e saranno poi coinvolti in progetti con altre istituzioni».
Severo invece l’Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Giorgio Pellegrini che si scaglia contro chi invece danneggia i monumenti: «Sono sempre stato contrario alla valorizzazione che si vuole dare da un punto di vista estetico ad un fatto che sta compromettendo la città. Mentre a Parigi o a Milano sono presenti dei graffiti che hanno anche una loro funzione decorativa, qui a Cagliari, a parte rare eccezioni, ci sono solo scarabocchi. Come quelli fatti al Bastione. Lo scorso anno abbiamo dovuto spendere 150mila euro per ripulire».
Vietato però confondere gli “imbratta-muri” con i writers e la street art. Artisti cresciuti a “pane e bombolette” che nell’era di Internet sanno ancora soffermarsi sui particolari, cogliere quello che ai più è invisibile. Passati i tempi in cui si faceva vela e si andava da Volpoint, sotto il Bastione, per vedere qualche pagina online delle fanzine, oggi i writers sono cresciuti. Fanno esposizioni, mostre personali ma non perdono il gusto di graffitare su qualche treno o in capannoni abbandonati.
Tra le più importanti crew attive c’è L’Me (l’altro me): Prosa, Fema, Bravopie, Moska, Sklero, Biska, Anrb, Raba, Skan e Piove.