Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Anfiteatro di legno «sfascio degno di Attila»

Fonte: La Nuova Sardegna
30 aprile 2010



Il Comune corregge 10 anni di polemiche con un concorso di idee


Mongiu: «Furono anche bugiardi perché dicevano che ogni anno avrebbero smontato le tribune»

ALESSANDRA SALLEMI

CAGLIARI. I tecnici del Comune lavorano al bando per un concorso di idee sull’anfiteatro romano con lo scopo dichiarato di far convivere l’importante monumento archeologico e gli spettacoli estivi. L’unico modo, forse, perché il Comune rimedi alla sua pesante responsabilità: quelle di aver brutalizzato un anfiteatro conosciuto fra gli studiosi perché è quasi l’unico in Europa a essere metà scavato nella roccia e metà costruito. Una rarità nel mondo antico, l’unico manufatto di epoca imperiale sopravvissuto in Sardegna. Riusato in mille modi (abitazione, cava, terreno di risulta da cui portar via pietre perfette per costruire palazzi, ‘scala’ per risalire da Palabanda a Castello), nel corso del Novecento fu destinato agli spettacoli lirici. L’architetto Malgarise 30 anni fa progettò un gioiellino di teatro da allestire accanto al grande monumento, lasciandone intatta una delle sue caratteristiche più impressionanti: l’effetto paesaggistico. Il progetto Malgarise presentava un problema: l’accesso poteva essere difficoltoso e si voleva chiedere alla facoltà di Giurisprudenza la cessione di una fetta di terreno. Oggi si va verso il concorso di idee, ma, a bando ancora non finito, c’è già un dubbio: com’è che non ci sta lavorando anche la soprintendenza? L’intenzione di tutelare il monumento, finalmente, è chiara e forte: il soprintendente Marco Minoja ha già denunciato il fatto che il monumento sotto la legnaia si sta degradando e che il Comune quest’anno non ha mantenuto l’impegno di smontare il palco. Le tribune di legno furono installate nel 2000: si bucarono le scalinate antiche per tenere i ponteggi, l’anfiteatro scomparve sotto il legno. Maria Antonietta Mongiu ex assessore regionale alla Cultura ricorda bene quell’anno: ironia del destino, il 2000 è entrato nella letteratura mondiale del restauro e della conservazione dei beni monumentali perché, proprio a Cagliari, si fece un convegno internazionale dove si scrisse la versione definitiva della Carta europea del restauro, «tutto questo - dice - mentre facevano questo sfascio. Per il convegno venne Alessandra Melucco Vaccaro, direttrice dell’Istituto centrale del restauro, tutti assieme andammo all’anfiteatro: anche a lei, massima autorità italiana della conservazione monumentale, fu vietato l’accesso. Oggi sentiamo certi personaggi indulgere a una sciatteria che non è degna del peggior kitsch, personaggi che andrebbero additati come altrettanti Attila, anche bugiardi: davanti allo scempio dicevano che ogni anno l’avrebbero smontato».