Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Le liste pronte al via con tre colpi di scena

Fonte: La Nuova Sardegna
30 aprile 2010



Palomba (Idv) a Cagliari, Achenza (Upc) in Gallura, a Nuoro Brodu si ritira per Manca



FILIPPO PERETTI

CAGLIARI. Tre colpi di scena nell’ultima giornata di trattative per le elezioni del 30 e 31 maggio: uno a Nuoro, dove il centrodestra per ricompattarsi ha cambiato il candidato sindaco, gli altri per le Province di Cagliari e Olbia-Tempio. Da oggi si presentano le liste. Il senatore Piergiorgio Massidda (Pdl), al quale Berlusconi aveva offerto un sottosegretariato, ha ribadito che andrà da solo.
La prima sorpresa di ieri è stata l’uscita di scena di Basilio Brodu a Nuoro, il cui nome circolava ormai da mesi: l’ex presidente dell’Ordine degli avvocati ha rinunciato formalmente alla candidatura per favorire la discesa in campo del medico Paolo Manca. Su Brodu erano fermi Pdl e Riformatori, su Manca insistevano Psd’Az e centristi. C’era il rischio di una frattura. E visto che il centrosinistra è diviso sia al Comune sia alla Provincia dopo lo strappo nel Pd, il centrodestra ha trovato il modo di scegliere l’unità e Brodu ha favorito questa scelta. Il suo gesto è stato particolarmente apprezzato dal deputato Bruno Murgia e dal vicecapogruppo regionale Pietro Pittalis (entrambi del Pdl) che su di lui avevano puntato per costruire la cosiddetta alleanza «post ideologica». Murgia e Pittalis hanno messo in evidenza proprio il «valore dell’unità».
Clamorosa anche la discesa in campo di Federico Palomba per la presidenza della Provincia di Cagliari. Il deputato ed ex presidente della Regione guiderà la lista dell’Idv in contrapposizione alla coalizione di centrosinistra capeggiata dall’uscente Graziano Milia. L’Idv si è schierato contro Milia (pesanti i toni usati da Antonio Di Pietro) per via della recente condanna penale per abuso d’ufficio, reato che non è comunque contemplato nel codice etico del centrosinistra e del Pd. A designare Palomba è stato lo stesso Di Pietro a causa dello «stallo» (così lo ha definito l’ex pm) che si era verificato nell’Idv per via delle contestate votazioni delle primarie interne tra Patrizio Rovelli e Tiziana Frongia. Di Pietro ha fatto fuori entrambi e ha puntato sul coordinatore regionale. La minoranza che fa riferimento al capogruppo regionale Adriano Salis, e che sosteneva la Frongia, ha protestato e ha ritirato alcuni candidati, subito rimpiazzati, dai collegi provinciali. Nelle votazioni annullate la Frongia aveva avuto più voti di Rovelli. Una crisi interna, con accuse di «brogli» e con annullamenti di votazioni, che ha certamente turbato il partito. Palomba ha però invitato iscritti e militanti a «guardare avanti». E ha sottolineato - nonostante le fratture col Pd a Cagliari e a Nuoro - l’importanza degli accordi in extremis raggiunti in Ogliastra (mercoledì) e in Gallura (ieri): confermano, ha detto, la linea del rapporto privilegiato tra i due maggiori partiti del centrosinistra.
Eccoci alla Gallura, ultima a scegliere il candidato del centrosinistra per la Provincia. Dopo il «no» a Pietrina Murrighile, che si è comunque ricandidata con l’Api di Francesco Rutelli, la coalizione ha trovato l’accordo su uno dei due nomi dell’Upc: ha vinto Gesuino Achenza contro Giorgio Spano e quest’ultima ha lasciato l’incarico nel partito contestando i condizionamenti esterni. Soddisfatto, invece, il segretario nazionale Enrico Piras: «Avevamo l’obiettivo di tenere unita la coalizione e ci siamo riusciti, volevamo la candidatura alla presidenza proprio in Gallura e ci siamo riusciti».
Tensione nel Pdl. Ieri a tarda sera Piergiorgio Massidda ha confermato a Ugo Cappellacci che andrà da solo contro il candidato del centrodestra, Giuseppe Farris. Mercoledì pomeriggio Massidda era stato a Roma da Berlusconi, il quale, secondo una recente promessa, lo avrebbe rimesso in sella al posto di Farris. Ma ieri mattina ancora il Cavaliere lo ha invitato a ritirarsi per non dividere la coalizione e gli ha promesso la nomina a sottosegretario alla Sanit. Massidda ha detto no, confermandolo anche ieri notte a Cappellacci. «Tengo di più al rapporto con la gente - ha spiegato - anche in questo sono in linea con Berlusconi».