Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Di Pietro e Bersani sul caso Sardegna

Fonte: L'Unione Sarda
13 aprile 2010

Centrosinistra: contatti Pd-Idv a Roma per superare i contrasti
Primarie poche, all'orizzonte (nuvoloso) del centrosinistra: e dove non saranno gli elettori a scegliere i candidati per le Provinciali, bisognerà arrivare a quelle intese finora fallite. Un vertice regionale di coalizione dovrebbe tenersi domani, ma il caso Sardegna sta diventando così allarmante che ne discuterà oggi l'ufficio di presidenza nazionale dell'Idv. E pare che lo stesso Antonio Di Pietro, se la situazione nell'Isola non si dovesse sbloccare, affronterà l'argomento col leader del Pd Pier Luigi Bersani.
IL NODO Perché le tensioni corrono soprattutto tra i due partiti principali. L'Idv ritiene che la sua forza elettorale meriti candidature di peso, in territori in cui la vittoria sia possibile. Come il Comune di Nuoro, su cui di fatto c'era già un'intesa col Pd.
Poi però la decisione dei democratici di fare le primarie - nata dai contrasti interni al partito - ha compromesso tutti gli accordi in cottura. La minaccia dei dipietristi di correre da soli ovunque è stata la diretta conseguenza. Ieri a tarda sera era ancora in corso il faccia a faccia tra i leader regionali delle due sigle, Silvio Lai e Federico Palomba: la ricomposizione può essere favorita dalla probabile assenza di candidature alle primarie di Nuoro città (ma possono essere presentate fino a oggi pomeriggio). Però il Pd locale fa resistenza sui nomi di provenienza Idv, come Gianni Salis, per cui potrebbe rivendicare il posto per Alessandro Bianchi.
L'attenzione dei vertici nazionali dell'Idv per la situazione sarda era già apparsa evidente domenica, con la presenza di un inviato di Di Pietro alla riunione dell'esecutivo regionale del partito. «E ora ne discuterà a Roma anche l'ufficio di presidenza», fa sapere il capogruppo in Consiglio regionale Adriano Salis. La riunione è prevista per oggi. Salis conferma la linea di «responsabilità»: «Vediamo come si conclude la vicenda delle primarie del Pd, ma speriamo che i contatti interni ai democratici consentano l'immediata convocazione del tavolo regionale della coalizione: l'unica sede che può sciogliere i nodi». Comunque Di Pietro è pronto a porre il problema a Bersani.
I CONFRONTI Salis parla di «primarie del Pd» benché il Pd avesse annunciato «primarie di coalizione»: ma la verità è che gli altri partiti non sono molto interessati a partecipare. Già tra i democratici le candidature sono poche: la minoranza interna, per esempio, ha rinunciato a presentare propri nomi sia a Sassari che a Cagliari.
Quindi via libera ad Alessandra Giudici, nel primo caso. «La considero una nostra vittoria, siamo stati i primi a dire no alle primarie», esulta dall'Upc Enrico Piras, «ora in Provincia possiamo vincere al primo turno. Anche senza il Psd'Az». A Cagliari invece le primarie sono vicine: è pronto l'uscente Graziano Milia (ma neppure vincendo supererà il veto Idv), sta raccogliendo le firme Claudio Cugusi, e correranno anche i Verdi, con Roberto Copparoni.
Si faranno anche a Oristano, tra Mario Tendas (Pd) e Raffaele Manca (Sel). E forse in Ogliastra e Medio Campidano, dove Franco Sanna e Pier Sandro Scano (Pd) potrebbero contendere l'investitura agli uscenti (e compagni di partito) Piero Carta e Fulvio Tocco. Rebus in Gallura: alle primarie volute dal Pd regionale si candida solo la presidente Pietrina Murrighile (in quota Api), ma il Pd locale ha votato contro la consultazione.
Nei grandi Comuni si ipotizzano primarie a Sestu (a Quartu anche l'Idv converge su Gigi Ruggeri). Insomma, domenica 18 si voterà in pochi territori. Forse l'aut aut del Pd ha accelerato la ricerca di altre soluzioni. «Diciamo che, alla fine, aver messo in moto questo meccanismo per risolvere le situazioni complicate è stato utile per uscire dalle diatribe dei tavoli provinciali e regionali», commenta Antonio Biancu, coordinatore dell'operazione primarie per il Pd. Gli alleati però restano perplessi: «Esprimo profonda preoccupazione per i ritardi che sui stanno accumulando», dice il leader Psi Peppino Balia, «o si trovano soluzioni rapide o si rischia di pregiudicare il risultato».
GIUSEPPE MELONI

13/04/2010