Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Tutti uniti contro il malaffare e gli intrallazzi

Fonte: La Nuova Sardegna
10 marzo 2010


Pagina 1 - Cagliari

Manifesto unitario e trasversale dei giovani dei partiti, ma le associazioni del Pdl non hanno aderito



«La politica viaggia oggi a una velocità diversa dalla società» 



CAGLIARI. Unità trasversale contro la corruzione, i brogli e gli intrallazzi, per la moralità da parte dei giovani di sei partiti di schieramenti opposti e di due sindacati.
Federico Ibba (commissario nazionale e regionale giovani Udc), Marcello Abis (coordinatore regionale giovani Idv), Massimo Pintus e Giuseppe Frau (vicesegretario del Pd in provincia di Cagliari), Enrico Pes (Psd’Az), Raffaele Onnis (Riformatori), Giancarlo Balbina (Sinistra ecologia e libertà), Veronica Farris (Uil) e Cristiano Calledda (Ugl) hanno presentato nell’ex sala Giunta del Comune un manifesto a favore della questione morale e lamentato un «deficit di meritocrazia». I giovani hanno anche denunciato una politica «che viaggia a una velocità diversa rispetto alla società», come denota l’elevata età media dei dirigenti dei partiti.
Si tratta della prima inziativa di questo tipo in Italia: per ripartire «dalla legalità, dalla trasparenza, dal coraggio di avere la schiena dritta sull’onestà». Alla manifestazione (la cui idea iniziale è partita dall’Udc) mancano le firme dei giovani del Pdl che - ha riferito Ibba - pur invitati, non hanno neanche risposto. Mentre i giovani del Pd, pur avendo aderito non erano presenti di persona. «Abbiamo il dovere morale di testimoniare soprattutto agli altri giovani che la politica non è solo malaffare e nel contempo tracciare un solco netto rispetto al malaffare», recita il manifesto che i firmatari si impegnano a promuovere nell’ambito dei rispettivi partiti, anche in particolare durante la campagna elettorale per le amministrative. «La società stessa tende ormai a non scandalizzarsi più di niente, anzi, spesso sembra premiare la furbizia rispetto a merito e competenza. Occorre fare pulizia e garantire una classe dirigente che la renda duratura. Auspichiamo un Parlamento che legiferi in modo tale da consentire ai partiti di difendersi da quella coltre fumosa di mestieranti che spesso infettano le loro sedi».
Non possiamo «più lasciare tutto nelle mani di una classe dirigente che spesso fonda il proprio potere sulla paura», si legge ancora nel manifesto, firmato da militanti tra i 23 e i 35 anni, spinti a quest’iniziativa anche da un «moto d’indignazione rispetto ai più recenti episodi di corruzione e il malcostume dilagante nella gestione della cosa pubblica». Da qui l’auspicio «che gli iscritti ai partiti, gli elettori stessi sappiano selezionare una classe dirigente in grado di circondarsi di collaboratori di valore, esperti e uomini di cultura capaci anche di contraddirli. Dobbiamo imparare a diffidare di collaboratori che ubbidiscono tremando perchè loro stessi poi, una volta saliti di grado, diventeranno autoritari e dispotici». Per tutto questo occorre «concepire sempre il potere come leadership fondata sulla creatività, il merito e la capacità di ottenere risultati». (r.p.)